Karin B Emden Una storia di emigrazione tutta italiana

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Toh! Chi si rivede … “La EMDEN” … gloria tedesca dell’ inizio secolo XX. Le avventure corsare dell'incrociatore leggero tedesco e del suo cavalleresco e leggendario comandante, Karl von Müller, scrissero una pagina epica nella prima guerra mondiale.

Nave da guerra inafferrabile le cui notevoli gesta hanno ancora un sapore d'altri tempi. Il suo fantasma, con l’aggiunta di KARIN B, ha mantenuto intatto tutto il suo “carico” di leggenda; ha solcato i mari di mezzo mondo e ancora oggi siamo alla ricerca del suo mistero. Si parla di una fermata della nave nel porto di Livorno dove scarica il suo importante carico, ne da sicura notizia la Ecogest nel suo sito (www.ecogest.it):

“Dal 1988 anno in cui Ecogest ha effettuato il suo primo importante intervento di risanamento con la messa in sicurezza e bonifica delle motonavi “Karin B” e “Deep Sea Carrier”, le famose navi dei veleni, ”

I rifiuti tossico-nocivi prendono quindi la via di Cassana in un deposito appositamente costruito con la dicitura specifica: “luogo di stoccaggio provvisorio controllato dei rifiuti tossico e nocivi della nave Karin b”

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Fino a questo punto la storia ha una serie di riscontri che documentano lo stoccaggio nel megadeposito di via Diana; si tratta esattamente di un grande magazzino per stoccare una quantità tutto sommato modesta rispetto ai numeri che circolavano e che circolano.

Secondo Lino Bindini (lettera inviata al Prefetto di Ferrara, al Comando dei Carabinieri e al dott. Orazio Buriani responsabile U. S. L. del 19 aprile 1989) l’Amministrazione Comunale di Ferrara ha accettato di stoccare 650 tonellate.
Si tratta quindi di circa 3100 barili che, stipati su tre livelli, occuperebbero circa 400 mq; lo stesso edificio potrebbe tranquillamente contenerne, sui tre strati, la bellezza di 30.000 barili (63.000 tonellate), cioè dieci volte di più.

E’ opportuno a questo punto annotare le notizie di quantità di rifiuti di cui si parlava in quei tempi:

  • Antonio Cianciulo (Repubblica 30 novembre 1988 pag. 9) scrive: “Le 2.400 tonnellate che viaggiano sulla Karin B spaventano per il loro valore emblematico,”, una quantità alla portata del deposito.
  • Nel bilancio AMIU del 1989 compaiono 1.900 tonnellate di fanghi di depurazione industriali che sono stati smaltiti.(????) E i fanghi della “nave dei veleni” Karen B ?.

Dell’effettiva quantità di rifiuti arrivati a Ferrara non abbiamo però molti riscontri in quanto una serie di circostanze legate alla figura dell’ing. Andrea Cirelli direttore dell’AMIU (Azienda Municipalizzata Igene Urbana) ci lasciano perplessi: lo stesso direttore ha avuto vicende giudiziarie che dimostrano la difficoltà che si può incontrare nella quantificazione dei rifiuti.

Infatti: il 5.3.1993, il G.I.P. di Ferrara condanna con decreto, (????) il Direttore dell’AMIU Cirelli Andrea, proprio per la “violazione delle disposizioni in materia di smaltimento dei rifiuti industriali”, ovvero per la violazione art. 19 D.P.R. 10.9.1982, n. 915 (mancata tenuta dei registri di carico e scarico rifiuti industriali).

Il 26.9.1995 il pretore Maria Silvia Giorgi condanna lo stesso Direttore Cirelli anche per avere violato l’art. 25 comma 2° dello stesso D.P.R. 915, ovvero per avere gestito la discarica abusiva comunale di Cà Leona (doc. 183).

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Prima di queste date esiste però un’intervista rilasciata alla Nuova Ferrara (20 maggio 1990), cui l’immagine mostra la disposizione di barili, dove alla domanda sulle ultime novità Karin b il Direttore AMIU risponde:

“I bidoni stanno per andarsene, come da programma. Molto probabilmente verranno mandati in Gran Bretagna nei prossimi mesi. Il trasporto non sarà più su ferrovia ma su strada. Alla fine di quest’anno la struttura sarà utilizzata (come del resto era previsto inizialmente) da noi e servirà per dare risposte nel settore dei rifiuti tossico-nocivi. Ma a Ferrara e anche provincia vengono prodotte complessivamente 120.000tonnellate di rifiuti urbani e altre 20.000 di rifiuti speciali“

@La struttura di accoglienza

DATI di PROGETTO

Il peso specifico dei fanghi può variare da 1,2 a 1,5 kg.al litro, considerato che il barile standard è di 159 litri il peso di ogni bidone va da 191 kg. a 238 kg mediamente consideriamo 210 kg per barile.

Sruttura di stoccaggio

Per stoccare e smaltire i tossici della Karen B, la Giunta municipale, il 2.12.1988 delibera (n. 72/38998) di costruire una apposita piattaforma di “trattamento e smaltimento” (doc. 156). Dati di progetto il deposito è di 5.500 mq. con capacità di stoccaggio di 12.550 tonnellate /anno (a 210 kg/barile spazio per circa 60.000 barili)di “tossici e nocivi” (doc. 157). 5500 x 0.655 = 3600 mq utili.
Supponiamo di utilizzare una superficie utile sapendo che la superficie occupata da un bidone è di 0,36 mq si ricava che uno strato è composto da circa 10.000 barili. Se su sei strati il deposito dovrebbe contenere circa 60.000 bidoni

Nel 1989 arrivano a Ferrara inizia la procedura per lo smaltimento di 650 (???) circa 3100 barili tonnellate dei rifiuti tossici della Karen B. Nel bilancio AMIU del 1989 (doc. 150) 1.900 tonnellate di fanghi di depurazione industriali. Sono i fanghi della “nave dei veleni” Karen B ?. Il bilancio 1990 (doc.150A) invece presenta: fanghi di lavorazione 467,310 tonellate e fanghi di depurazione 50,28 tonellate.

Lo smaltimento

Se sulla quantità non si hanno certezze vista la mancanza dei registri di carico e scarico dell’AMIU, per il suo smaltimento rimangono molti dubbi.

L’architetto Sverzellati alla commissione bicamerale del ??? dichiara che una parte dei fanghi è stata smaltita da Monteco: quanta? e il resto?
Come mai non è stata fatta mai piena luce sulla messa in funzione senza autorizzazione dell’inceneritore di via … nei giorni in cui sono apparsi vuoti i barili verdi della Karin B? e come mai nella discarica di Cà Leona esiste un’area recintata e inaccessibile dove non cresce nulla e il resto dell’area è ritornata agli usi agro alimentari ?

Il mistero che avvolge la nave corsara è ancora di attualità e il parlamento con una nuova commissione bicamerale a guida Pecorella cercherà di svelarlo. C’è molta fiducia questa volta in quanto Pecorella è affiancato dall’onorevole ferrarese Bratti che dal (???) è stato presente sulla scena politica locale e dal (???) addirittura assessore all’ambiente, ma poi ancora: responsabile dell’agenzia regionale sull’ambiente ARPA …

Dell’inizio delle danze ne danno notizia sia Telestense sul suo sito, sia la Nuova Ferrara per voce di un articolista che pone un severo monito (riproduzione riservata) alla fine del suo articolo del lunedì 15 febbraio 2010 (pag.8). Da onorevole, Alessandro Bratti dichiara a questi organi di “informazione” di voler dare risposte a quelle domande che finora sono ancora senza risposta e di mettere in luce quella storia che noi stiamo cercando da anni.

Il suo compito non è certo proibitivo: dal 19(???) lo troviamo a pieno titolo nell’agone partitico locale e l’ascesa è stata costante, pure gli incarichi sono diventati sempre più importanti. Si passa da semplice consigliere comunale (???) ad assessore all (???)…. poi assessore (???)

Visto il curriculum non si può pensare che le risposte le possa dare solo lui. Lui poteva, visti i ruoli ricoperti, maneggiare tutte le carte, far domande a tutti i sottoposti (???) Se dice che assolutamente non sono stati bruciati dagli inceneritori ex-municipalizzati (probabilmente perché spegnevano i bruciatori) bisogna credergli. Se dice che in tutta la provincia non sono stati sepolti bisogna credergli.
In fondo la nostra società è satura di personaggi shakespeariani ottimamente definiti da Antonio; la fiducia quindi è un atto dovuto. scespiriano

Gli organi di informazione

In tutta questa vicenda ci saltano all’occhio le bizzarrie dell’informazione.

Della vicenda KARIN B - EMDEN da anni gli organi di “informazione” non se ne occupano, solo in quest’ultimo periodo sono apparse alcune notizie che si riferiscono in modo particolare alle interviste rilasciate di un onorevole Bratti, questa volta determinato a ricostruire un pezzo di storia d’Italia.

Telestense, l’emittente locale in un servizio del 18/02/2010, prepara un collage in cui sono presenti immagini del presente sito e altre girate in situ. La stranezza consiste nel fatto che il maldestro operatore registra (e forse procede al montaggio) di una serie di immagini in movimento proponendo un fotogramma finale sul quale la commentatrice ci informa che il sito Karin B non esiste più.

Non è da meno l’articolista della Nuova Ferrara, che dopo aver immerso il fiume di parole in mezzo alla fittissima nebbia che contraddistingue da sempre il clima freddo di questa città, ha un attimo di schiarita e ci mostra l’immagine dell’incrocio; via Diana e via ???, dove effettivamente non sono presenti elementi che possano far giurare alla presenza, almeno nelle adiacenze, di edifici.

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Vorremo suggerire però agli operatori, ai fotografi e agli articolisti di fare attenzione a maneggiare strumenti atti a catturare immagini, in quanto non hanno arco visivo umano che copre 160° in orizzontale e 120° in verticale, ma può andare dai 60° per un obiettivo da 35° mm ai 10° per un obiettivo da 200 mm , pertanto è opportuno ruotare lo istrumento, a volte bastano come nel nostro caso 90° e l’oggetto del desiderio è inquadrato.

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Infatti se ci avviciniamo un po’ potremo renderci conto del miracolo: l’ex deposito Karin B esiste ancora,

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Non solo ma vediamo che è proprio lo stesso con il cambiamento del cartello e il diverso colore del cancello

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anzi è in pieno funzionamento e ampliando addirittura il suo ruolo. Visto da molto vicino si legge chiaramente che il sito non solo è stato mantenuto per stoccare rifiuti speciali, ma è stato anche promosso ora è anche operativo e si svolge addirittura anche un’attività di lavorazione. Ma tutto questo, non è per caso contrario alla legge?

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Riportiamo ancora le parole del Bindini:

“… Particolarmente grave la decisione di realizzare detta piattaforma, a meno di mille metri dai centri abitati, mentre la già citata deliberazione del 27/7/84 al punto 4-2-4, che fa riferimento al tipo di tossici trasportati dalla Karin B, decreta una distanza di almeno 2000 m. …"

(Ferrara,19 aprile 1989 SINDACATO AUTONOMO C.I.S.A.L. CONFEDERAZIONE ITALIANA SINDACATI AUTONOMI LAVORATORI Segretaria Provinciale di Ferrara)

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Comunque al di là delle sviste resta sempre l’antico problema: “il provvisorio”, diventa sempre definitivo.