Karin B

Il mistero della nave dei veleni tossico-nocivi continua a regalarci forti emozioni; è un giallo ancora irrisolto dove i protagonisti, ma soprattutto i testimoni oculari sono ancora “influenzati e non riescono a cantare“.

Per i più giovani va ricordato che la Karin B è una nave che insieme ad altre provenienti dalla discarica di Koko in Nigeria ( Deep Sea Carrier, Zanoobia, ecc. ) costituiva una vera e propria flotta che ha solcato i mari di mezzo mondo alla ricerca di un approdo per scaricare il suo pericolosissimo carico di rifiuti tossici, ma soprattutto nocivi alla salute umana.

Alcune sono riuscite a scaricarlo sulla terra ferma per poi dissolverlo in cielo, altre invece non sono riuscite nell’intento e con un volontario naufragio sono finite nelle profondità degli oceani per la “gioia” dei suoi abitatori e dei futuri abitatori di questo pianeta.

Che una parte del carico ( e non si sa quanta ) sia finita a Ferrara è un fatto certo ed è altrettanto certo che, anche se a fatica, sia passata attraverso i simboli del progresso industriale. Più ciminiere fumanti e maleodoranti si trovano sul territorio, più i suoi abitanti sono civili, progrediti e orgogliosi.

Ma nel curiosare tra vecchie carte “del progresso” lo sguardo è finito su alcune notizie veramente interessanti ( leggi inquietanti ).

Ad esempio:

Marco Gardenghi, Il Resto del Carlino 13/01/1993

“II nuovo forno inceneritore di Cassana, legato all'impianto di geotermia, sarebbe stato aperto «abusivamente», senza le necessarie autorizzazioni. L'impianto, che era stato messo in funzione giovedì 7, sarebbe stato fermato l'altro ieri pérchè non in possesso delle necessarie autorizzazioni. …”.

Nello stesso giorno un lettore:

Il Resto del Carlino, 13/01/1993

“… Tutti i fusti che contenevano i rifiuti tossici e nocivi della Karin B sono riapparsi vuoti dietro i capannoni del luogo di stoccaggio … i fusti verdi erano serviti per contenere i contenitori originari pieni dei rifiuti tossici … Per quale motivo questi contenitori non hanno seguito i detti rifiuti tossici fino al luogo destinato per lo smaltimento? Perché sono rimasti a Ferrara? Dove sono stati smaltiti i rifiuti tossici e nocivi di quel deposito detto della Karin B di Cassana? …”

Qualche anno prima di questi due fatti era anche stato detto:

La Nuova Ferrara, 12/05/89

…Perchè inceneritore e impianto di stoccaggio stanno sorgendo l'uno accanto all'altro, se fra le due strutture non c'è alcuna relazione? L'interrogativo è inquietante: e se il nesso invece esistesse?

Il dottor Novi, del servizio di Igiene Pubblica, :

«Non c'è alcuna ragione di ritenere che l'inceneritore possa essere utilizzato per fini diversi da quello dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

… Il trattamento di scorie e sostanze ad alto rischio comporta un livello di combustione di almeno 1250°.

Le indicazioni progettuali relative all'inceneritore in costruzione prevedono, al contrario, la capacità massima di combustione a mille gradi, insufficiente perciò, per interventi alternativi rispetto a quelli sui rifiuti urbani.

Solo un pirata — prosegue Novi — potrebbe pensare di utilizzare l'inceneritore per lo smaltimento di rifiuti ad alta tossicità.Saremo comunque vigili e attenti controllori di ogni fase dei lavori e della successiva entra in opera dell'impianto».

Giungono infine voci autorevoli dalla Commissione Bicamerale:

Mercoledi 24/09/1997, Commissione Bicamerale

vista planimetrica dei luoghi citatiGIOVANNI LUBRANO DI RICCO:

Rivolgo un'ultima e brevissima domanda … chi prese in consegna la nave?

GIUSEPPE SVERZELLATI, Presidente della Federambiente:

Fu definito un piano a livello nazionale che individuò due regioni, cioè la Toscana e l'Emilia-Romagna, come siti all'interno dei quali trattare e smaltire questi rifiuti.

Furono nominati due commissari ad acta nelle persone dei due presidenti delle giunte regionali.In Toscana, la sede del trattamento di questi rifiuti fu essenzialmente Livorno; in Emilia-Romagna l'intervento fu più diffuso …

Per quanto riguarda i siti dove sono stati smaltiti i rifiuti, non ricordo il contenuto del registro; però ci sono gli atti del commissario ad acta dell'Emilia-Romagna che li riportano.

Per esempio, a Ferrara qualcosa è stato smaltito da Monteco;

Ci chiediamo cosa significa “qualcosa”.

Il dubbio che i bidoni abbiano percorso solo trecento metri è legittimo e se fosse vero sarebbe un silenzioso disastro ecologico che giustificherebbe l’aumento di una certa insalubrità territoriale.

La responsabilità della catastrofe non è da imputare solo a chi ha dava gli ordini, ma anche e soprattutto agli esecutori materiali che non hanno mai informato e continuano a mantenere un grande silenzio sull’andamento dei fatti.

SOFFRITTI IL NOSTROMO DELLA KARIN B

Il caso Karin B è uno dei vari tasselli utilizzati da un signor nessuno (leggi Soffritti) per tentare di costruirsi una carriera politica.

A distanza di una ventina d’anni è possibile fare un bilancio di quel periodo, vedere con lucidità gli avvenimenti e capirne le scelte fatte.

Questo signore ha svenduto la SALUTE DEI SUOI CONCITTADINI per accogliere nel suo salotto ( Teatro Comunale ), in cui si muovevano “istrioni” pagati profumatamente, la ( lasciamo al lettore la scelta dell’aggettivo ) mondanità politica di turno.

Basta sfogliare i giornali di quegli anni per vedere il tipo di “mondanità” delle prime teatrali; non va mai dimenticato che quelle prime sono state pagate con i danari entrati in “vario modo” nelle casse comunali, che gran parte dei partecipanti erano invitati e quindi ospiti a costo zero per loro.

Non siamo certo noi a inventare tesi dei finanziamenti da rifiuti, ma già a quei tempi Lino Bindini adombrava l’idea che in cambio di visibilità a livello nazionale noi dovevamo ingurgitare rifiuti, anzi fumarceli.

Ferrara, 19/04/89

Oggetto: Stoccaggio rifiuti Karin B e altri provvedimenti lesivi dell’ambiente

All/Ill.mo Sig. PREFETTO della Provincia di FERRARA
Allo Spett/. Comando Gruppo Carabinieri Via del Campo, 40 FERRARA,
Al/dott. BURIANI Orazio responsabile del Servizio d'igiene Pubblica dell'U.S.L. n ° 31 di FERRARA

… sono evidenziati veri e propri attacchi all'ambiente che potrebbero rivelarsi pregiudizievoli per la salute dei cittadini, sorge legittimo il dubbio che il motivo reale che sta alla base dell'azione del Comune di Ferrara e degli altri Enti, intesa ad ottenere la dichiarazione di "area ad elevato rischio ambientale" sia prevalentemente quello finalizzato ad ottenere finanziamenti dallo Stato.

Difatti in questi ultimi giorni sono stati destinati, da parte dello Stato, agli Enti Locali ferraresi 150 Miliardi di finanziamenti.

Una conferma a questa convinzione ci viene dagli ulteriori 10 miliardi, che saranno devoluti ad alcuni Enti, per lo stoccaggio dei rifiuti tossici e nocivi della Karin B, nel territorio del Comune di Ferrara.

Nella corsa ai finanziamenti, si è perso di vista anche quello che deve essere uno dei fattori cardine della pubblica amministrazione: l’ottimizzazione del rapporto costi-risultato.

Il Comune di Ferrara, dopo aver pagato 80.000.000 l'ettaro il terreno dove stanno sorgendo le strutture di cui si è detto, si è impegnato ad acquistare gli immobili di proprietà di privati cittadini, posti nelle immediate vicinanze del sito, con una previsione di spesa di svariate centinaia di milioni se non miliardi.

Ferrara, 19 aprile 1989

SINDACATO AUTONOMO C.I.S.A.L. CONFEDERAZIONE ITALIANA SINDACATI AUTONOMI LAVORATORI Segretaria Provinciale di Ferrara

Se da una parte qualcuno intravedeva l’intrapresa politica, dall’altra c’era chi manifestava apertamente il proprio dissenso, come don Tullo Toschi parroco di Cassana, organizzando veglie natalizie, Via Crucis e dichiarazioni ai giornali:

La Nuova Ferrara, 12/05/1989

“… Pensi che addirittura un'autorità cittadina appena ha letto il comunicato sulla Via Crucis che la Gazzetta di Ferrara ha pubblicato, mi ha telefonato subito per sapere se ero in regola con tutti i permessi...

Inutile dire poi che alla Via Crucis c'erano più poliziotti che parrocchiani! La cosa comunque non mi ha sorpreso più di tanto visto che quando ho parlato alla gente, gli ho detto che avevano la possibilità di fare ricorso contro la Delibera della Giunta se non erano d'accordo, la maggior parte ha mugugnato senza fare niente.

in parte questo atteggiamento deriva dalla mancanza di sensibilità verso questo tipo di problemi ma spesso dietro il silenzio, l’omertà della gente c'è la paura di andare contro ciò che dicono i partiti, o meglio di criticare ciò che non fanno.

Chi più, chi meno infatti sono tutti coinvolti in questa faccenda …”

Qualche ragione probabilmente il povero curato ce l'ha, in quanto è per:

La Nuova Ferara, 12/05/1989

“… protesta che Don Toschi ha organizzato, sia contro l'arrivo dei bidoni della Karin B., sia contro l'area di stoccaggio comunale, non ancora ultimata, dei rifiuti tossici che si trova a meno di 500 metri dalla sua chiesa e che per il momento sta appunto ospitando questi bidoni. …”


Vista aerea zona Parrocchia e Deposito Karin B

Riportiamo ancora le parole del Bindini:

“… Particolarmente grave la decisione di realizzare detta piattaforma, a meno di mille metri dai centri abitati, mentre la già citata deliberazione del 27/7/84 al punto 4-2-4, che fa riferimento al tipo di tossici trasportati dalla Karin B, decreta una distanza di almeno 2000 m. …"

L’incuranza per chi abita la zona, per le sue opinioni, per la sua salute è un evidente segno di disprezzo; ma l’allarme non è solo per lo stoccaggio, e ci si chiede:

"… Perchè inceneritore e impianto di stoccaggio stanno sorgendo l'uno accanto all'altro, se fra le due strutture non c'è alcuna relazione? L'interrogativo è inquietante: e se il nesso invece esistesse?"

Il dottor Novi, del servizio di Igiene Pubblica, offre un responso tranquillizzante:

"Non c'è alcuna ragione di ritenere che l'inceneritore possa essere utilizzato per fini diversi da quello dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

È la stessa struttura tecnologica dell'impianto che esclude ogni altra ipotesi.Il trattamento di scorie e sostanze ad alto rischio comporta un livello di combustione di almeno 1250°.
Le indicazioni progettuali relative all'inceneritore in costruzione prevedono, al contrario, la capacità massima di combustione a mille gradi, insufficiente perciò, per interventi alternativi rispetto a quelli sui rifiuti urbani.

Solo un pirata — prosegue Novi — potrebbe pensare di utilizzare l'inceneritore per lo smaltimento di rifiuti ad alta tossicità.
Saremo comunque vigili e attenti controllori di ogni fase dei lavori e della successiva entra in opera dell'impianto»
.

Vista Area - Localizzazione deposito Karin B e Inceneritore

Ma poi riprende l’articolista:

La Nuova Ferrara, 12/05/1989

"Allora perchè collocarli l'uno a fianco dell'altro, oltretutto «all’interno, non solo dell'area dichiarata ad alto rischio di crisi ambientale, ma ubicato in una zona potenzialmente soggetta ad esondazione fluviale ed inoltre a meno di mille metri dalla perimentazione dei centri abitati di Cassana e Porotto, due frazioni del Comune di Ferrara»?

Ma il dott. Novi sempre tranquillizzante:

".. In realtà siamo di fronte a una semplice discarica provvisoria»…
«Ferrara non è la Marmolada — come riconosce il dott. Novi — e le verifiche non potranno essere giornaliere»
.

Il vero problema sui rifiuti è la “mancanza di controllo”: infatti i fusti tossici della Karin B sono stati stoccati nell’area costruita appositamente, ma poi un bel giorno si sono visti completamente vuoti.

Il Resto del Carlino, 13/01/1993

"… Tutti i fusti (di colore verde) che contenevano I rifiuti tossici e nocivi della Karin B sono riapparsi vuoti dietro i capannoni del luogo di stoccaggio che si trova in località Cassana.

Al riguardo è necessario fare questa constatazione: i fusti verdi erano serviti per contenere i contenitori originari pieni dei rifiuti tossici per dare il massimo delle garanzie nelle fasi del trasporlo e dello stoccaggio.

Per quale motivo questi contenitori non hanno seguito i detti rifiuti tossici fino al luogo destinato per lo smaltimento?
Perché sono rimasti a Ferrara? Dove sono stati smaltiti I rifiuti tossici e nocivi di quel deposito detto della Karin B di Cassana?

Probabilmente questi rifiuti sono passati attraverso qualche camino (di gucciniana memoria) dei tanti che popolano l’area a nord della città, si sono trasformati in nanoparticelle che una volta mescolatasi con l’atmosfera umida di questa zona, per gravità sono scese ed inalate dai suoi abitanti.

Come si può constatare i fatti risalgono agli inizi degli anni novanta; è impensabile ipotizzare che le conseguenze di quell’atmosfera così “drogata” avesse effetti immediati su quegli ignari fumatori, ma soltanto a distanza di vent’anni possiamo fare un primo bilancio di quelle sciagurate scelte.

Oggi è un vero bollettino di guerra: un numero altissimo di ammalati con disturbi respiratori e poi il grande numero di “caduti” per malattie tumorali; numerose sono le famiglie toccate da questa offensiva che è stata scatenata in quegli anni.

A questo riguardo ecco una lettera significativa sull’argomento:

La Nuova Ferrara, 24/06/1996

"… siamo un gruppo di cittadini abitanti nella zona di Casaglia e vorremmo vedere pubblicata questa nostra lettera con la quale intendiamo mettere in evidenza il gioco fatto dall'amministrazione comunale guidata da Soffritti_

Non è possibile accettare da parte di una comunità un po' apatica come quella ferrarese ma certamente non priva di intelligenza, che un Sindaco continui a ingannare i propri concittadini presentando Ferrara come città di arte e di incontro di grandi personaggi della Italia bene, come città da additare come esempio di amministrazione illuminata, quando si scopre che Ferrara ha la disoccupazione più alta dell'Emilia Romagna e soprattutto che si mantiene sullo smaltimento dei rifiuti che ci arrivano da mezza Italia._

Dica Soffritti, se ne ha la possibilità, che non è vero che attualmente si stanno smaltendo a Ferrara i rifiuti della Karin B, la nave maledetta carica di rifiuti altamente tossici che, dopo aver viaggiato per mezzo mondo, ha approdato a Ferrara per scaricare i suoi rifiuti._

E dica anche il Sindaco che non è vero che a Ferrara vi è un preoccupante aumento dei tumori all'intestino e al polmone._

Ci meravigliamo che forze politiche come: Verdi, Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega, ma anche Franceschini stiano a questo gioco che li rende complici e non assumano una posizione netta di rifiuto e di condanna._

Lettera firmata

Non soddisfatti del caso Karin B in data 18 gennaio 1999 viene presentata richiesta alla Commissione per le valutazioni dell'impatto ambientale di integrare le attività della “piattaforma di stoccaggio provvisorio” per farla diventare un vero e proprio centro di smaltimento di rifiuti tossico-nocivi.

18/01/1999

Richiesta alla Commissione per le valutazioni dell'impatto ambientale

VISTA

  • la domanda di pronuncia di compatibilità ambientale concernente il progetto di impianto chimico-fisico e del completamento dell’impianto di smaltimento presso la piattaforma di stoccaggio provvisorio e pretrattamento dei rifiuti pericolosi da realizzarsi nel Comune di Ferrara, località Cassana, presentata dal Comune di Ferrara, con sede in P.za Municipio, 2, pervenuta in data 18 gennaio 1999;
    tale progetto considera una portata media giornaliera da trattare di 150 m3/h, con la prospettiva di un aumento fino a 350 m3/h;...

VISTO

  • il parere formulato in data 9 settembre 1999 dalla Commissione per le valutazioni dell'impatto ambientale a seguito dell'istruttoria sul progetto presentato dal Comune di Ferrara;
  • la documentazione tecnica trasmessa consiste in un progetto riguardante la Realizzazione di un impianto chimico-fisico ed il completamento e l’integrazione dell’Impianto di Smaltimento esistente presso la Piattaforma di Stoccaggio Provvisorio e Pretrattamento dei Rifiuti Pericolosi realizzata per far fronte all’emergenza rifiuti provenienti dalla “nave Karin B” (1988) e successivamente ampliata con ulteriori e successivi interventi finanziati con fondi FIO;
  • la configurazione attuale della "Piattaforma di Stoccaggio Provvisorio e Pretrattamento dei rifiuti pericolosi sita in località Cassana di Ferrara", costituita dal capannone costruito per lo stoccaggio dei rifiuti tossici e nocivi provenienti dalla nave Karin-B e dagli impianti realizzati successivamente con Fondi FIO, consente di effettuare pretrattamenti per alcune tipologie di rifiuti e di svolgere le seguenti operazioni:
    • semplice accumulo ( capannone ex Karin – B ) di:
    • rifiuti liquidi organici a meno delle emulsioni oleose
    • fanghi organici ed una piccola aliquota di inorganici
    • rifiuti liquidi inorganici quali acidi, basi e parte di soluzioni inorganiche inquinate
    • accumulo e trattamento chimico fisico di emulsioni oleose mediante impianto di rottura delle emulsioni
    • accumulo e disidratazione di fanghi inorganici mediante filtropressa a piastra

La portata di progetto è di 150 m3 /g di materiali in entrata

l'impianto sarà costituito da:

  • stadi per il pretrattamento di sezioni specifiche ( reazione e post-reazione );
  • una sezione di omogeneizzazione ( miscelazione e neutralizzazione ) che costituisce il pretrattamento centralizzato a cui confluiscono tutti i reflui;
  • sezione di trattamento finale ( iniezione materiali assorbenti, flocculazione );
  • serbatoi di stoccaggio dei reflui conferiti da terzi ( in parte esistenti e due nuovi per adeguare lo stoccaggio );
  • sezione di sedimentazione ed addensamento fanghi che saranno inviati alla stazione di filtropressatura esistente;

Seguiranno una serie di prescrizioni, ma soprattutto alla commissione non sono mai state segnalate le proteste popolari tanto che nell’atto si legge:

Roma, 10/02/2000 - Commissione per le valutazioni dell'impatto ambientale

...PRESO ATTO CHE non sono pervenute istanze, osservazioni o pareri da parte di cittadini, ai sensi dell'art. 6 della L. 349/86, per la richiesta di pronuncia sulla compatibilità ambientale dell'opera indicata; IL MINISTERO DELL’AMBIENTE DI CONCERTO CON IL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI)

Vediamo di fare chiarezza sulla vicenda rifiuti:

è essenzialmente un problema di danaro, sentito soprattutto da chi denaro ne ha poco e ne vuole fare tanto e in poco tempo, come i paesi dell’est europeo, cioè i paesi comunisti, e per evitare di essere smentiti vediamo cosa dice ALTERO MATTEOLI in una sua interpellanza alla Camera dei Deputati del 15 MARZO 1991:

La Nuova Ferrara 27-11-90

… Il comunismo, prima di crollare, ha regalato uno spaventoso degrado ambientale, addirittura superiore a quello che si registra nell'Europa occidentale.

Mentre l'occidente ha degradato l'ambiente in maniera imperdonabile, ma facendo vivere un numero consistente di cittadini abbastanza bene, il comunismo ha tenuto la popolazione nella miseria e nell'inquinamento generalizzato.

I dati contenuti in un libro bianco curato da Greenpeace e presentato a Bruxelles rivelano un megatraffico di rifiuti inquinanti e tossici attraverso la triangolazione Italia-Svizzera-paesi dell'est .

In Romania era personalmente la moglie di Ceausescu a gestire il traffico. Insomma, nell'affannosa ricerca di un posto dove scaricare i rifiuti, l'est europeo è divenuto il punto di riferimento.

L'impatto dei paesi comunisti con il sistema produttivo capitalistico non è avvenuto con il miglioramento del sistema di vita, bensì sotto forma di bidoni pieni di veleni: se vogliono essere ammessi a godere i benefici del capitalismo, intanto devono sistemare i rifiuti dell'Europa più ricca.

L'affare evidentemente è appetitoso, se è vero che le scorie industriali trasferite a Sulina, un porto rumeno, sono state ivi portate al costo di 30 mila lire al chilo.

Ma quel che è peggio è che sembra che le esportazioni siano state autorizzate dal nostro Ministero per il commercio con l'estero.

Spero che il sottosegretario voglia chiarire nella risposta questo primo punto.

Altro paese pesantemente coinvolto nel traffico è la Polonia. Greenpeace ha approfondito il caso Polonia : nel 1989 sono state fatte a quel paese ben 64 proposte di importazione di rifiuti tossici e nocivi per un totale di 22 milioni di tonnellate.

Caduto il muro di Berlino persi i collegamenti con i comunisti dell’est europeo ecco che si sono attivati i comunisti nostrani, quelli della regione Emilia Romagna, … Il progetto dell'amministrazione regionale è quello di costituire una società mista sotto il controllo pubblico (5%) e aperta ai privati:

si parla della Lega delle Cooperative, che parteciperebbe col 24% del capitale, e di un consorzio di società private, alle quali verrebbe riservato il 25% delle azioni.

Obiettivo della nuova società è appunto la costruzione e la gestione di un impianto di incenerimento da 34.000 tonnellate, un affare da 60 miliardi.

Già nell’ ottantanove come informa l’assessore ai lavori pubblici Alfredo Bertelli:

La Nuova Ferrara 12-05-89

...I dati e le informazioni tecniche lascia intendere Bertelli non sono segreti. Vediamone, qualcuno, allora. I costi innanzitutto.

Per il solo inceneritore sono stati spesi più di 22 miliardi, parzialmente integrati dal finanziamento del Ministero dell'industria. Una bella sommetta.

La piattaforma (per la Karin B) ne è costata più di tre.

Una conferma ulteriore dell’interesse dell’Emilia Romagna per il mondo dei rifiuti si può evincere dall’udienza di Mercoledì 24 settembre 1997 della Commissione Bicamerale.

24/09/1997 - Commissione Bicamerale

GIUSEPPE SVERZELLATI, Presidente della Federambiente:

Vi porgo il saluto della Federambiente, oggi rappresentata dal sottoscritto, dal segretario, dottor Borselli, e dall'ingegner Cirelli, responsabile della pianificazione e sviluppo.

Nella precedente legislatura abbiamo già esposto alla Commissione d'inchiesta le valutazioni di Federambiente sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.

All'epoca, presentammo una memoria che sicuramente risulta agli atti. Anche in questa occasione, ci riserviamo di produrre una documentazione integrativa rispetto alle considerazioni che mi accingo a svolgere davanti a questa Commissione.

Le aziende associate a Federambiente hanno collaborato negli anni scorsi alla gestione dell'emergenza navi, che ha rappresentato un picco delle difficoltà legate a situazioni di illeicità.

PRESIDENTE: A cosa si sta riferendo, in particolare?

GIUSEPPE SVERZELLATI, Presidente della Federambiente:

Sto parlando di Karin B...

PRESIDENTE:

All'epoca furono definite «navi dei veleni», per distinguerle dalle «navi a perdere».

GIUSEPPE SVERZELLATI:

Sì, anche le «navi a perdere» hanno posto e continuano a porre notevoli problemi. Abbiamo avuto modo di conoscere direttamente ed a fondo le attività illegali connesse allo smaltimento; fatta eccezione per alcuni smaltimenti di rifiuti solidi urbani che nostre aziende delegarono a canali che successivamente si rivelarono illegali...

PRESIDENTE:

Mi scusi se la interrompo. Federambiente è il punto di riferimento delle aziende che operano in questo settore, spesso per conto degli enti locali.

Vorrei far riferimento non soltanto a quello che la Commissione nella precedente legislatura definì una sorta di «buco nero», nel senso che alcuni traffici illegali avevano come protagonisti anche amministrazioni comunali, ma anche a situazioni di oggi.

GIUSEPPE SVERZELLATI:

Si tratta di un punto che avevo già intenzione di affrontare nella mia relazione.

PRESIDENTE:

Sta bene, architetto Sverzellati. Le ricordo anche che i «riflettori» della nostra attenzione sono accesi non soltanto sugli aspetti illegali ma anche su tutti gli altri aspetti del ciclo dei rifiuti. Dico questo per suggerirle un indirizzo al quale impostare il suo intervento.

GIUSEPPE SVERZELLATI:

La ringrazio, presidente. Vorrei porre in evidenza l'atteggiamento con il quale all'epoca affrontammo i casi, sia pure molto limitati, di involontario coinvolgimento su canali di smaltimento illegali. Questi fatti furono da noi denunciati e la magistratura è intervenuta, in alcuni casi, per fortuna, anche arrivando alla fase della sentenza.

Le notizie riportate quotidianamente dalla stampa confermano come le evoluzioni del fenomeno siano sempre di una certa rilevanza. A nostro avviso, le cause di fondo sono individuabili in una gestione frammentata e ancora troppo spesso affidata direttamente ai comuni (i servizi di circa il 35 per cento della popolazione italiana sono gestiti direttamente dai comuni).

Tale situazione mantiene spesso ad un livello di precarietà la rete degli impianti preposta alla gestione dello smaltimento.


GIOVANNI LUBRANO DI RICCO:

Il pubblico ministero che trattò il procedimento giudiziario che è stato qui richiamato mi informò del fatto che, dopo aver dissequestrato la nave, non si occupò più della questione, tanto da non sapere che fine avesse fatto la nave stessa.

È sicuramente il risultato di una carenza della nostra legislazione il fatto che, nel momento in cui termina il sequestro penale, quando cioè il giudice dispone il dissequestro (che nel caso di specie ha riguardato, appunto, una nave), nessuno più si occupi del destino di questi rifiuti. Vorrei sapere se l'informazione fornitami dal magistrato corrisponda al vero.

PRESIDENTE:

Lei ha fatto riferimento ad una sottoutilizzazione degli impianti per rifiuti industriali. Le chiedo se questa sottoutilizzazione possa essere collegata, in generale, ad azioni illecite.

A conoscenza di Federambiente, vi sono fatti che riguardino gestori pubblici ed amministrazioni politically no correct?


GIUSEPPE SVERZELLATI:

Assolutamente no! Sta di fatto che la stessa AMSA di Milano si è trovata con alcuni operatori che, sulla base del contratto con l'azienda, trituravano il rifiuto e lo vendevano. L'AMSA è intervenuta denunciando i fatti, come soggetto danneggiato dall'azione di questi operatori.

Quanto alla vicenda della Karin B, siete fortunati perché vi trovate di fronte a Sverzellati e Cirelli, quest'ultimo all'epoca direttore della AGEA di Ferrara ed il sottoscritto attuale presidente dell'azienda di Piacenza.

La rete delle aziende pubbliche dell'Emilia Romagna ebbe la responsabilità della gestione dei rifiuti provenienti dalla Karin B.

GIOVANNI LUBRANO DI RICCO:

Chi attribuì tale responsabilità?

GIUSEPPE SVERZELLATI:

Il commissario, nella persona dell'allora presidente della regione, Luciano Guerzoni, il quale organizzò la rete di intervento che allora servì per l'emergenza ed oggi è diventata la rete che risponde alle esigenze del tessuto produttivo locale.

Nel caso di Piacenza, ad esempio, il capannone costruito con i fondi del commissario per lo stoccaggio e la manipolazione ai fini dello smaltimento dei rifiuti della Karin B oggi è gestito dall'azienda di Piacenza per stoccare i rifiuti provenienti dal sistema produttivo della provincia. Analoga situazione è riscontrabile a Ferrara ed a Parma.

I rifiuti sono stati smaltiti correttamente: posso affermarlo con sicurezza perché la definitiva destinazione degli stessi è stata gestita dalla ASM di Piacenza, alla quale fecero capo tutti gli altri centri della regione Emilia Romagna.

In definitiva, in quel caso si è usciti da una situazione di emergenza, andando anche oltre quest'ultima e creando le condizioni per offrire un servizio.

Oggi i servizi pubblici in genere e quelli ambientali in particolare sono diventati un fattore di competitività per i sistemi produttivi territoriali. È, questo, un altro elemento importante che dovrebbe indurre a realizzare sistemi di questa natura.

Per quanto riguarda le domande poste dal senatore Polidoro, non credo che il decreto legislativo non abbia considerato adeguatamente gli aspetti legati agli effetti sul tessuto produttivo.

Ciò è tanto vero che, in merito a tutta la vicenda del sistema industriale, vi è uno strumento che deve rispondere anche alla riallocazione sul mercato dei materiali raccolti in modo differenziato.

Mi riferisco, in particolare, al consorzio nazionale imballaggi...


ADRIANO COLLA:

Riciclaggio. Comunque mi pare che a proposito della raccolta differenziata siamo in grado di ottenere percentuali abbastanza alte.

Per quanto riguarda il fenomeno delle navi dei veleni, sono perfettamente d'accordo sulla gravità del problema: ultimamente sono stati trasmessi documentari che fanno veramente rabbrividire.

Vorrei sapere se i bidoni provenienti dalla Karin B, cui ha accennato il senatore Lubrano, poi collocati nel capannone di Borgoforte, siano finiti a Caorso o altrove.

GIOVANNI LUBRANO DI RICCO:

Rivolgo un'ultima e brevissima domanda. Il provvedimento del PM di Napoli si limitava a disporre il dissequestro: dopo il dissequestro, non essendovi alcuna disposizione sulla destinazione dei rifiuti se non la generica affermazione che lo smaltimento deve avvenire nei modi di legge, chi prese in consegna la nave?

GIUSEPPE SVERZELLATI:

Fu definito un piano a livello nazionale che individuò due regioni, cioè la Toscana e l'Emilia-Romagna, come siti all'interno dei quali trattare e smaltire questi rifiuti.

Furono nominati due commissari ad acta nelle persone dei due presidenti delle giunte regionali.

In Toscana, la sede del trattamento di questi rifiuti fu essenzialmente Livorno; in Emilia-Romagna l'intervento fu più diffuso ( intervenne anche la protezione civile ).

Per quanto riguarda i siti dove sono stati smaltiti i rifiuti, non ricordo il contenuto del registro; però ci sono gli atti del commissario ad acta dell'Emilia-Romagna che li riportano.

Per esempio, a Ferrara qualcosa è stato smaltito da Monteco; a Piacenza abbiamo trattato rifiuti che sono stati smaltiti in Finlandia, in appositi impianti.

PRESIDENTE:

Questa attività fu fatta dalla Federambiente?

GIUSEPPE SVERZELLATI:

Da aziende presenti sul territorio regionale che furono indicate dal commissario ad acta.

PRESIDENTE:

La pregheremmo allora, anche per dissipare i dubbi, di far sapere alla Commissione dove ciò sia avvenuto e qual è stato l'esito finale dello smaltimento di questi rifiuti.

Ci ha detto che alcuni sono finiti in Finlandia, ma vorremmo avere dati più precisi.

GIUSEPPE SVERZELLATI:

Va bene.

GIOVANNI LUBRANO DI RICCO:

Però non ha risposto alla mia domanda. Le ripeto: se fosse così facile, una mia articolata interrogazione presentata nella scorsa legislatura per sapere che fine avessero fatto i rifiuti della Karin B avrebbe avuto risposta dal Governo.

Se il Governo avesse saputo le notizie che lei oggi ci fornisce, perché non avrebbe risposto? Vuol dire che ripresenterò l'interrogazione in questa legislatura.

PRESIDENTE:

Questo non attiene alle richieste che abbiamo rivolto all'architetto Sverzellati. Ma poiché la Commissione desidera sapere come sia andata a finire, chiediamo alla Federambiente - che all'epoca fu uno dei protagonisti - di far pervenire alla Commissione i dati in suo possesso.

Vi ringraziamo.


Termina così ma rimane il mistero:

  • Dove sono finiti i rifiuti tossico-nocivi della motonave Karin B???
  • Chi li ha materialmente maneggiati avrà mai il coraggio di raccontare come sono andate veramente le cose ???

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