Partigiani, 36 luoghi

Gianfranco Stella - I grandi killer della liberazione

Porotto (Ferrara)

Scontro armato tra Guardia Nazionale Repubblicana e una squadra di partigiani omicidi.

La notte tra il 23 e il 24 marzo 1945, una ronda della Guardia Nazionale Repubblicana sorprende, in una casa disabitata, “una riunione di cinque uomini della massima dirigenza clandestina del Pci”. Erano armati e avevano ucciso il milite Mario Angeli. Quando si accorsero di essere circondati tentarono di fuggire, ma solo due vi riuscirono. Vedi “Corriere Padano”, 28 marzo 1945, Ferrara 1945. Il sindaco di Ferrara Radames Costa, figlio di uno degli uccisi (Ugo) scrisse sul mensile della Coop Estense “Consumatori” dell’aprile 1999:

“dall’archivio storico mi hanno portato i documenti che consentono di identificare i responsabili dell’omicidio di mio padre a Porotto da parte delle guardie nazionali repubblicane. Io però non voglio andare a cercarli”.

San Nicolò, località, Mugolino di Mezzo (Masolino)

12 e 13 maggio 1945, nei pressi di San Nicolò, una frazione del Comune di Argenta, furono assassinati, a colpi di arma da fuoco, diciassette uomini e subito sepolti in alcune trincee di rifugio antiaereo, lungo il bordo occidentale del primo tratto della strada carrareccia che, dalla sinistra della strada statale, venendo da Ferrara, poco prima dell’abitato di San Nicolò, in prossimità della pietra miliare 95 e in località L’Orto, volge a settentrione lungo la località, prima Mugolino di Mezzo e, poi, Masolino.

Pescara di Francolino, località “Pioppe”

Il giorno 18 maggio 1945 (Ministero dell’Interno 27 maggio 1945), la Compagnia Carabinieri di Ferrara comunica che:

“giorno 16 maggio 1945 ad ore 11 località “Pioppe” di Pescara di Francolino – Ferrara – nella parte asciutta letto fiume “Po” venivano ritrovati, seminterrati, 13 cadaveri persone sesso maschile et uno sesso femminile, in stato di avanzata putrefazione, irriconoscibili, con mani legate tergo […] Morte causata ferite arma da fuoco vario calibro risale a circa 4 giorni”. Probabilmente, si tratta dell’eccidio dal quale è scampato miracolosamente Ciro Fornasari, perché s’era inceppata l’arma dell’assasino ed egli ha avuto la prontezza di fuggire precipitosamente, correndo lungo l’argine del fiume.

Poggio Renatico, località “Fondo Canova”

Il giorno 24 maggio 1945 (Ministero dell’Interno 3 giugno 1945), la Tenenza di Ferrara comunica che:

“giorno 20 maggio 1945, ore 7, località “Fondo Canova” di Poggio Renatico, rinvenuti seminterrati seminterrati otto cadaveri persone sesso maschile, in avanzato stato di decomposizione, irriconoscibili […] Morte, causata ferite arma fuoco vario calibro, risale circa nove giorni”.

Poggio Renatico, località “Fondo Mangiorgi” et “Fondo Torriano”

Il giorno 24 maggio 1945 (Ministero dell’Interno 30 maggio 1945):

“giorno 22 maggio 1945, ore 19, località “Fondo Mangiorgi” et “Fondo Torriano” di Poggio Renatico, rinvenuti seminterrati nove cadaveri di cui uno sesso femminile identificato Saladini Elvira di Andrea anni 28 da Faenza. Cadaveri sesso maschile avanzato stato putrefazione, irriconoscibili […] Morte, causata ferite arma da fuoco vario Calibro, risale circa cinque giorni”.

Ferrara, località “Fuori Porta Mare”

Il giorno 31 maggio 1945 (Ministero dell’Interno 18 giugno 1945), la Compagnia di Ferrara comunica che:

“giorno 24 maggio 1945, ore 10,30 Ferrara località “Fuori Porta Mare” due sconosciuti uccidevano con arma da fuoco, fascista repubblicano Travasoni Enzo di Alfonso anni 32 da Argenta (Ferrara) allontanandosi ignota destinazione bordo auto”.

Bondeno, località Gattabena Nuova.

Il giorno 2 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 15 giugno 1945), il Gruppo di Ferrara comunica che:

“ore 14. 24 maggio località Gattabena Nuova di Bondeno (Ferrara) venivano rinvenuti 2 cadaveri sconosciuti uno apparente età 35, l’altro anni 55, entrambi colpiti alla nuca da colpi di arma da fuoco […].

“ore 23. 25 maggio in Poggiorenatico (Ferrara) tre sconosciuti presero propria abitazione Martelli Romeo fu Carlo, di anni 48, del luogo freddandolo successivamente con tre colpi arma da fuoco […].

“ore 15. 27 maggio fiume Panaro località tenuta Cantelli di Cento (Ferrara) rinvenuti due cadaveri persone sconosciute apparente età 40 punto. Decesso avvenuto notte precedente colpi arma da fuoco sparati alla loro nuca da sconosciuti”.

San Carlo, Argine Reno Vecchio, località “Borgogna

Giorno 3 giugno 1945, comunicazione Tenenza Carabinieri di Cento (Ministero dell’Interno 7 dicembre 1945) Comunica che:

“Alle ore 20 del 2 andante argine Reno Vecchio, frazione San Carlo, località “Borgogna” veniva rinvenuto cadavere senza abiti, sesso maschile, apparente età 35-40 anni con ferita da arma da fuoco alla bocca et fuoriuscita nuca et altra ferita spalla sinistra “.

Diamantina, di Porotto Ferrara

Il giorno 3 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 14 giugno 1945), la Tenenza di Ferrara comunica che:

“giorno 2 corrente mese, ore 18, ciglio strada Diamantina di Porotto, rinvenuto seminterrato cadavere persona sesso maschile, stato avanzata putrefazione […] Morte, causata ferite arma fuoco vario calibro, risalente circa quattro giorni”.

Correggio di Francolino, Francolino

Il giorno 8 giugno 1944 a Correggio di Francolino viene ucciso l’agricoltore Guido Soffritti. Dal notiziario della GNR del 13/6/1944, Archivio ISRMO.

Rovereto di Ostellato

Il giorno 16 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 18 luglio (?) 1945), la Compagnia Carabinieri di Portomaggiore comunica che :

“5 corrente mese ore 22,30 circa in Rovereto di Ostellato (Ferrara), quattro sconosciuti armati, due in abito civile e due in uniforme inglese, si presentarono abitazione certo Gennari Benso fu Giuseppe e di Mansagone Melania nata 28/12/1903 a San Biagio (Ferrara) e residente a Rovereto di Ostellato. Detti invitarono il Gennai a seguirli ma avutone rifuto gli spararono contro uccidendolo”.

Cento, via Cremonino 78 scomparso

Il giorno 6 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 18 giugno 1945), la Tenenza di Cento comunica che:

“ore 23,15 circa ieri 7 aut 8 individui armati pistola qualificandosi partigiani imponevano famigliari Zanini Antonietta fu Enrico, anni 66, abitante Cento (Ferrara) via Cremonino 78, aprire abitazione. Non avendo questi aderito, sedicenti partigiani forzavano porta e penetrati abitazione asportavano oggetti valori et £ 60.000 circa in danaro […] imponevano figlio Zanini at nome Gardenghi Edmondo fu Attilio, anni 36, perito agrario non iscritto partito fascista repubblicano a seguirli allontanandosi in direzione ignota.”

Portoverrara (Portomaggiore)

Il giorno 10 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 17 giugno 1945), la Compagnia di Portomaggiore, con tre distinte lettere, comunica il sequestro di persona di “Giacobbi Sdnej [rectius Sidnej] Emanuele di Rodolfo e di Giacobbi Noemi, nato il 4/11/1917 a Massafiscaglia”, di “Gaiba Edmondo fu Cesaree fu Gaiba Giovanna di anni 65”, e di “Conti Primo di Leo e fu Boldrini Angela, di anni 35”, avvenuti il 7 corrente, in Portoverrara di Portomaggiore”, rispettivamente, “alle ore 1 circa”, i primi due, e “alle ore 2 circa”, il terzo. Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali, con lettera 25 giugno 1945 comunica al Ministero dell’Interno, 26 giugno 1945, che le tre vittime “furono trovate uccise, con colpi di arma da fuoco, il 12 successivo”.

Gambulaga (Portomaggiore)

Il giorno 10 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 17 giugno 1945), la Compagnia di Portomaggiore comunica che:

“8 corrente mese, verso ore 17,30 in Gambulaga (Ferrara) da due individui armati mitra veniva prelevato nella propria abitazione certo Marangoni Pasquale fu giov. Battista e di Mercatelli Giuseppina nato San Biagio di Argenta l’11 aprile 1903 […] trasportato a mezzo autovettura verniciata scura tipo 1100 in strada di campagna, veniva ucciso a colpi di mitra sparatigli alla testa. I due sconosciuti si allontanavano poi alla volta di Ferrara”.

CASAGLIA, Feerara

Il 10 giugno 1945 a Casaglia, diversi colpi di arma da fuoco, causarono la morte di Serse Benasciutti. Di tale uccisione furono imputati ai sensi degli articoli 56, 110, 112 N.1, 575, 577 N.3 del codice penale, Sesto Rizzati in concorso con Sergio Dal Piai e certo Moretti che alla data della sentenza era deceduto.

La sezione istruttoria della corte d'appello composta dal dottor Salmoni Vincenzo, presidente, dai dottori Puddu Luigi e Rapex Vincenzo riunita in camera di consiglio sentenziò e giudicò, riconoscendo l'assassinio come delitto politico concedendo agli imputati il beneficio dell'amnistia Togliatti.

Portoverrara di Portomaggiore

Il giorno 10 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 17 giugno 1945), la Compagnia di Portomaggiore, con tre distinte lettere, comunica il sequestro di persona di “Giacobbi Sdnej [rectius Sidnej] Emanuele di Rodolfo e di Giacobbi Noemi, nato il 4/11/1917 a Massafiscaglia”, di “Gaiba Edmondo fu Cesaree fu Gaiba Giovanna di anni 65”, e di “Conti Primo di Leo e fu Boldrini Angela, di anni 35”, avvenuti il 7 corrente, in Portoverrara di Portomaggiore”, rispettivamente, “alle ore 1 circa”, i primi due, e “alle ore 2 circa”, il terzo.

Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali, con lettera 25 giugno 1945 comunica al Ministero dell’Interno, 26 giugno 1945, che le tre vittime “furono trovate uccise, con colpi di arma da fuoco, il 12 successivo”.

Gambulaga (Portomaggiore)

Il giorno 10 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 17 giugno 1945), la Compagnia di Portomaggiore comunica che:

“8 corrente mese, verso ore 17,30 in Gambulaga (Ferrara) da due individui armati mitra veniva prelevato nella propria abitazione certo Marangoni Pasquale fu giov. Battista e di Mercatelli Giuseppina nato San Biagio di Argenta l’11 aprile 1903 […] trasportato a mezzo autovettura verniciata scura tipo 1100 in strada di campagna, veniva ucciso a colpi di mitra sparatigli alla testa. I due sconosciuti si allontanavano poi alla volta di Ferrara”.

Mirabello (Ferrara) sequestro di persona

Il giorno 16 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 30 giugno 1945), la Tenenza [Carabiniere] di Cento comunica il sequestro di persona di “Novi Giuseppe fu Natale, anni 52, impiegato operato”ore pomeridiane 10 corrente, tre sconosciuti apparente età 25-25 anni, media statura, accento emiliano, a bordo automobile “Topolino” rosso scura (di Bisi Umberto detto Omar n.d.a.), frazione Mirabello (Ferrara)”.

Rovereto di Ostellato Ferrara

Il giorno 16 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 18 luglio (?) 1945), la Compagnia Carabinieri di Portomaggiore comunica che :

“5 corrente mese ore 22,30 circa in Rovereto di Ostellato (Ferrara), quattro sconosciuti armati, due in abito civile e due in uniforme inglese, si presentarono abitazione certo Gennari Benso fu Giuseppe e di Mansagone Melania nata 28/12/1903 a San Biagio (Ferrara) e residente a Rovereto di Ostellato. Detti invitarono il Gennai a seguirli ma avutone rifuto gli spararono contro uccidendolo”.

Vallelunga, Ferrara

Il giorno 20 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 17 luglio 1945), la Tenenza di Ferrara comunica che:

“ore 10, giorno 19 corrente, acque fiume Po, località Vallelunga, Ferrara, rinvenuto cadavere identificato Corsari Tullio fu Secondo, anni 48 da Baura di Bondeno, possidente. Morte causata da colpi arma da fuoco. Medesimo fu prelevato domicilio da ignoti ore 21,30 del 7 corrente”.

OSTELLATO

20 giugno 1945. Il Capitano Ghini Primo detto Manaza si recava ad Ostellato con alcuni partigiani, sull’auto di servizio, una 1100 Fiat con targa di cartone sulla quale era scritto Polizia 1535. All’osteria Colombari, Manaza prelevò un avventore, il fascista Ghetti Arrigo di San Vito, poi proseguì per la vicina Dogato alla ricerca di un altro fascista: Montanari Filippo che non trovarono. In suo luogo si accontentarono di prelevare il fratello Giuseppe. Il giorno successivo i loro cadaveri giacevano, poco lungi, in un campo di erba medica. Vedi: I grandi killer della liberazione di Gianfranco Stella, Full print srl Ravenna, aprile 2015, pag. 196-199.

Porporana di Ferrara

Il giorno 21 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 18 luglio 1945), la Tenenza di Ferrara comunica che:

“20 corrente, ore 19, due sconosciuti prelevarono domicilio, sito in Porporana di Ferrara , sfollato Penzo Leo di Vittorio di anni 35, impiegato, da Portomaggiore. Medesimo, accompagnato distanza 250 metri abitazione, venne ucciso colpi arma da fuoco sparatigli testa et ventre”.

Portomaggiore (Possessione Basilica)

Il giorno 22 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 4 luglio 1945), la Compagnia Carabinieri di Portomaggiore comunica che :

“20 corrente mese ore 16 circa, proveniente direzione Ferrara, giungeva ad Ostellato autovettura con targa cartone 1535 Polizia, con a bordo 4 persone. Tre di essi armati si presentarono osteria gestita da Colombari Umberto chiedendo se colà era presente certo Ghetti Arrigo fu Ercole e di Castaldini Palmira nato a San Vito il 7/8/1908, residente a Dogato, presolo a bordo della macchina si presentavano abitazione Montanari Giuseppe di Cesare e di Macciga Ada, nato a Dogato il 21/11/1913, chiedendo del di lui fratello Filippo, assente costui, prendevano con loro Montanari Giuseppe […]. I due prelevati venivano rinvenuti uccisi in campagna nei pressi possessione Basilica”.

Copparo (località Fossa)

Il giorno 24 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 4 luglio 1945), la Tenenza di Ferrara comunica che:

“23 corrente, ore 17,30, località “Fossa” di Copparo rinvenuto cadavere identificato Fagioli Carlo […] anni 32 […] sfollato, residente Guarda Ferrarese. Morte causata colpi arma da fuoco. Medesimo venne prelevato domicilio da sconosciuti ore 13 del 21 corrente”.

Cocomero di Cona (Ferrara)

Il giorno 25 giugno 1945 (Ministero dell’Interno 18 luglio 1945), la Compagnia di Ferrara comunica che:

“23 corrente ore 20 in Cocomero di Cona (Ferrara) rinvenuto cadavere identificato Rugelli Serafino di Giuseppe, anni 46 da Cutigliano (Pistoia) residente Gambulaga (Ferrara), industriale […]. Cadavere presenta ferite arma da fuoco alla testa et gamba destra. Morte avvenuta 22 corrente”.

Strada Campotto di Argenta

Il giorno 4 luglio 1945 (Ministero dell’Interno 18 luglio 1945), la Compagnia di Portomaggiore comunica che:

“ore 7,30 circa, 30 giugno corrente anno su strada Campotto di Argenta (Ferrara) tre sconosciuti in bicicletta armati di mitra uccidevano due donne in transito non ancora identificate. Cadaveri rinvenuti entro fosso laterale strada”.

Argenta

Il giorno 5 luglio 1945 (Ministero dell’Interno 11 luglio 1945), il Prefetto di Ferrara comunica che: “La sera del 2 corrente alle ore 22,45 tre sconosciuti si presentarono in Argenta nell’abitazione di Ferrozzi Umberto ex podestà di detto Comune e del fratello dr. Rino. Mentre il Ferrozzi Umberto stava scendendo le scale uno degli sconosciuti si avvicinava lentamente al Ferrozzi ed appoggiandogli una rivoltella automatica alla nuca sparava due colpi freddandolo. Mentre la moglie e il figlio del Ferrozzi Umberto si chinavano sul caduto, un altro degli sconosciuti sparava tre colpi di pistola contro [lacuna nella carta] dr. Rino, uccidendolo. Gli assassini, compiuto il duplice delitto si allontanavano senza [lasciare?] tracce […]. I fratelli Ferrozzi non erano, a quanto sembra, politicamente c[compromessi?]”.

Cento

Il giorno 20 agosto 1945 (Ministero dell’Interno 22 agosto 1945), il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali comunica che: “In Cento (Ferrara), verso le ore 11 del 3 corrente, fu trovato cadavere, appeso ad un albero mediante una corda al collo, tale Pedini Antonio […]. Il cadavere presentava tracce di violenza alle braccia e due impronte di Ferro rovente al pene”.

Argenta

13 ottobre 1945. In una fossa comune sono stati ritrovati sei cadaveri. Le vittime erano:

Ingegnere Baglioni, circa sessanta anni, proprietario di terreni, appartenente ad una aristocratica famiglia ferrarese. Benestante, si dilettava di pittura. Non si interessava assolutamente di politica. Non aveva mai avuto alcuna carica di nessun genere. Era stato più volte perseguitato dalla Repubblica sociale Italiana perché aveva il figlio appartenente ad organizzazioni partigiane, ha lasciato la moglie, un figlio ed una figlia.

Rino Pedriali, sessantacinquenne, proprietario di terreni, viveva di rendita. Non si era mai interessato di politica, aveva anzi manifestato, come tanti, sempre nette idee antifasciste. Non aveva mai ricoperto alcuna carica di nessun genere. Ha lasciato la sola moglie.

Umberto Pedriali, cinquantacinquenne, era squadrista. Proprietario di terreni. Non aveva mai però ricoperto alcuna carica. Era scapolo.

Ingegnere Alfredo Ciaccia, circa quarant’anni, professionista. Non aveva mai avuto contatto con il Fascismo, né aveva ricoperto alcuna carica. Ha lasciato la moglie, un bambino di sedici anni ed una bambina di dodici. Renato e Riccardo Dal Buono, proprietari terrieri. Non avevano mai avuto contatti con il Fascismo, né avevano mai ricoperto cariche politiche di nessun genere. Lasciano ambedue la famiglia.

Del dottore Amilcare Franchini possiamo con sicurezza affermare che non aveva mai avuto contatti con il Fascismo e che non aveva ricoperto cariche di alcun genere.

E’ da notare che Rino ed Umberto Pedriali erano fratelli di Vittorio Pedriali, conosciuto benefattore della città di Ferrara. Egli era tra i fondatori dell’Ospedale Sant’Anna di Ferrara. Egli era uno dei promotori della ricostruzione del viale Cavour, il più bello di Ferrara. Sono state arrestate subito 21 persone. I nomi sono tenuti segreti. Però siamo riusciti a venire a conoscenza di due di essi: cap Claudio De Fenu delle Brigate Garibaldi, Sergio Rizzati, uno dei capi comunisti della città di Ferrara.
Questi due sono i principali responsabili dell’esacrando crimine.

Apprendiamo, infine, che in seguito all’ordine di arrestare circa cinquanta comunisti, il questore di Ferrara è stato gravemente ferito in un attentato. Abbiamo esposto i fatti nella loro cruda e terribile verità. (“Ferrara 1945, i giorni dell’odio”, Vincenzo Caputo, edizioni Settimo sigillo).

San Nicolò

15 ottobre 1945
A San Nicolò, sei ex militi della Brigata nera ferrarese, al ritorno dalla prigionia, furono prelevati e uccisi:

  • Trentin Carlo,
  • Manzi Luigi,
  • Manzoni Dario,
  • Felici Felice,
  • Baroni Giuseppe,
  • Cavicchi Renato.

San Nicolò Montesanto.

15 ottobre 1945.
A San Nicolò, furono prelevate e uccise:

  • Toschi Maria,
  • Sarti Rosa,
  • Sarti Lucia,
  • Sarti Carlo,
  • Pedretti Luigi (soldato di sanità).

Il giorno dopo i loro cadaveri furono scoperti nel territorio di San Nicolò e in quello della frazione di Montesanto di Voghiera. Tutti avevano le mani legate dietro la schiena e un foro di proiettile dietro la nuca. Vedi: I grandi killer della liberazione di Gianfranco Stella, Full print srl Ravenna, aprile 2015, pag. 194.

Secondo Gianfranco Stella* le stragi di San Nicolò furono compiute ad opera di una banda che veniva da Lugo che “percorrevano le strade del ferrarese a bordo di un autocarro militare Dodge lasciato dagli inglesi alla 28° brigata del Boldrini condotto dal killer seriale di Goro, Sidney Biggin. I nomi di alcuni di questa banda:

  • Emaldi Libero di Fusignano che si rifugerà in Cecoslovacchia per otto anni;
  • Servirei Antonio;
  • Tellarini Ivo;
  • Landi Savino (1904-2003);
  • Paletti Francesco (1904-2003).

*: "I grandi killer della liberazione" di Gianfranco Stella, Full print srl Ravenna, aprile 2015, pag. 199.

San Nicolò, località Perticoni, Comune di Portomaggiore

Il giorno 18 ottobre 1945 (Ministero dell’Interno 22 ottobre 1945), il Prefetto di Ferrara, Socrate Forni, comunica che:

“L’11 corrente in località Perticoni nella frazione Montesanto [rectius San Nicolò] del Comune di Portomaggiore [rectius Argenta, lungo il bordo occidentale del primo tratto della strada carrareccia che, dalla sinistra della strada statale, venendo da Ferrara, poco prima dell’abitato di San Nicolò, in prossimità della pietra miliare 95 e in località L’Orto, volge a settentrione lungo la località, prima Mugolino di Mezzo e, poi, Masolino] sono stati rinvenuti entro tre buche per rifugio antiaereo colmate di terra diciassette cadaveri di sesso maschile con le braccia legate mediante fune dietro il dorso.

“tutti i cadaveri presentavano colpi d’arma da fuoco alla nuca”.

“Successivamente, il 16 corrente, in altre tre fosse nei pressi della stazione ferroviaria di Montesanto sono stati rinvenuti altri sei cadaveri anch’essi con le braccia legate da fune analogamentecome sopra e presentati anch’essi colpi d’arma da fuoco sulla nuca. Sul posto si recavano il locale Procuratore del Regno ed un funzionario di questa Questura”.

“Da un esame eseguito dal medico legale, le uccisioni risalgono al maggio ultimo scorso”.

“sono stati finora identificati 13 cadaveri”.

“Trattasi delle seguenti persone prelevate nel maggio ultimo scorso dal loro domicilio […]

  1. Dal Buono Riccardo, applicato presso locale sede dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, scomparso dal suo domicilio in Ferrara il 12 maggio ultimo scorso;
  2. Dal Buono Renato, fratello del primo, scomparso in analoghe circostanze di tempo e di luogo;
  3. Pedriali Rino, prelevato da sconosciuti nella sua abitazione in Ferrara il 12 maggio ultimo scorso;
  4. Pedriali Umberto, fratello di Pedriali Rino , prelevato in analogne circostanze il 12 maggio ultimo scorso;
  5. Riccobono Calogero scomparso da Sant’ Agostino il 15 maggio ultimo scorso;
  6. Ciaccia ingegnere Alfredo, prelevato da sconosciuti il 16 [rectius 12] maggio ultimo scorso;
  7. Franchini dottore Amilcare prelevato l’11 maggio ultimo scorso da sconosciuti nel suo domicilio di Vigarano Mainarda;
  8. Baglioni ingegnere Enzo, prelevato dal suo domicilio in Ferrara da sconosciuti il 12 maggio ultimo scorso;
  9. Maccaferri Galvano, scomparso il 12 maggio ultimo scorso dal suo domicilio in Ferrara,
  10. Battilana Dino di Pietro da Pontelagoscuro, scomparso dal suo domicilio in giorno imprecisato del maggio ultimo scorso;
  11. Cappelli Vittorino di Augusto scomparso dal suo domicilio di Poggiorenatico in giorno imprecisato del maggio ultimo scorso;
  12. Cavallini Curio di Oreste, scomparso da Tresigallo nel maggio ultimo scorso;
  13. Bernardini Angelo fu Enzo, scomparso in Quacchio nel maggio ultimo scorso”.

Le rimanenti dieci vittime ed altre tre, tutte non identificate, sono oggi nei loculi 201-205 e 213-220, con le lapidi “sconosciuto, m. maggio 1945”, del cimitero di San Nicolò.

Sant’Agostino, località fondo Borgogna tra San Carlo e Sant’Agostino

Giorno 22 novembre 1945 Prefetto Ferrara Comunica che: “Il giorno 2 giugno ultimo scorso il dottor Carletti Corrado qui abitante via Terranova n. 9 veniva prelevato nel suo domicilio da uno sconosciuto che lo faceva salire sopra un’auto 1100 verniciata di nero senza targa, dirigendosi per ignota destinazione. La sera dello stesso 2 giugno il Carletti veniva rinvenuto cadavere in località fondo Borgogna tra San Carlo e Sant’Agostino”.

FERRARA via Ragno n. 31

Giorno 4 dicembre 1945, comunicazione Prefettura di Ferrara (Ministero dell’Interno 30 dicembre 1945) Comunica che: “la sera del 3 andante, verso le ore 22, due sconosciuti, qualificandosi per agenti della Polizia si presentavano nell’abitazione di certo Calvi Paolo fu Valente, di anni 40, di Ferrara,qui abitante in via Ragno n. 31, lo persuadevano a scendere in strada, dove gli sparavano contro 11 colpi di pistola uccidendolo”.

Ro Ferrarese. Località “Bosco Demanio” confine argine destro Po

Il giorno 12 dicembre 1945 (Ministero dell’Interno 22 dicembre 1945), la Tenenza di Copparo comunica che:

“Ore 11 dell’’11 dicembre 1945 località “Bosco Demanio” confine argine destro Po, giurisdizione Ro Ferrarese scoperta fossa con tre cadaveri uomo avanzata decomposizione e, il 13 dicembre 1945 (Ministero dell’Interno 5 gennaio 1946) riferiva che le tre vittime “sono state identificate nelle persone prelevate dalle carceri di Copparo mese di maggio ultimo scorso:

  1. Marchesi Livio Cesare di Cesare Augusto e di Bernardi Bice, nato a Copparo il 16 agosto 1917 ivi residente;
  2. Tampieri Augusto fu Francesco e fu Vanni Ulissa Vittoria, nato a Pescara il 17 gennaio 1892, residente a Copparo;
  3. Bellistracci Ennio di Giuseppe […] nato ad Ambrogio di Copparo l’11 Agosto 1899 ivi residente”.

San Biagio di Argenta

Giorno 8 agosto 1946, comunicazione Compagnia Carabinieri di Portomaggiore (Ministero dell’Interno 22 agosto 1946) Comunica che: “il 7 corrente alle ore 18,30 in San Biagio di Argenta (Ferrara), tre sconosciuti, di cui uno con il viso bendato, penetravano nell’abitazione […] Gennari Primo, di anni 32 […] uccidendolo con otto colpi di pistola”.


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