Terre dei fuochi

Nella mappa sottostante sono evidenziati tutti i punti delle nostre "Terre dei fuochi" (rifiuti tossici occultati sottoterra) che, fino ad oggi, gli amici della Terra sono stati in grado di identificare, grazie anche al prezioso aiuto di cittadini come Vittorio Galetti - ex operatore ecologico della municipalizzata Amiu - che hanno individuato le ex cave e ex maceri dove andavano a scaricare "di tutto". Vedi Carlino Ferrara 26 aprile 2009.

Questa storia è parallela a quella della terra dei fuochi tra Napoli e Caserta, come documentata nel libro "Così vi ho avvelenato" del pentito Gaetano Vassallo edizioni Sperling & Kupfer che racconta la storia delle discariche abusive in campania a partire dal 1960 fino ai primi anni novanta.

E' una storia coeva a quella delle nostre discariche con la differenza che da noi i rifiuti riversati nelle cave e maceri, sono documentati con le fatture elencate nei bilanci della municipalizzata Amiu (azienda municipalizzata Igiene urbana).

@discariche presenti nel territorio della Provincia di Ferrara

L'elenco aggiornato è nella sezione: Discariche

Lo studio ARPA

L'ARPA di Parma ha pubblicato uno studio ( Test di mutagenesi - un utile strumento nel monitoraggio dei suoli ) relativo al "monitoraggio di una discarica per rifiuti speciali, finalizzato alla valutazione dell'impatto ambientale da sostanze mutagene" (in altre parole è stata effettuata una ricerca della presenza o meno nel terreno di una discarica di sostanze in grado di arrecare danni alla struttura del DNA). Il che vuol dire ricercare la presenza nel terreno di sostanze potenzialmente cancerogene.

In questo studio si rileva che "tutti i test hanno dato esito positivo" e si evidenzia inoltre "una presenza diffusa di sostanze ad azione mutagena anche in zone lontane dall'influenza diretta della sorgente in esame o dall'influenza diretta di attività antropiche" .

Appare quindi evidente come, la presenza di una discarica, abbia effetti nefasti, in termini di inquinamento ambientale, su tutta l'area circostante.

L'Arpa di Ferrara ha fatto proprie analisi in queste discariche e ha segnalato alle autorità i pericolosi inquinanti trovati.

Risulta che, in base ad alcuni rapporti di prova di campioni di acque sotterranee nei pozzetti di controllo vicine alla ex-discarica Ca’ Leona di via Eridano (a sinistra in direzione nord dopo il ponte dell'autostrada A13), inviati da ARPA anche a codesta Procura,(Allegati da 4 a 13) a partire dal mese di Settembre 2003 fino al mese di Ottobre 2008 ARPA comunica che ci siano stati costantemente parecchi superamenti dei valori di concentrazione limite accettabili per le acque sotterranee secondo il D.M. 471/99 di alcune sostanze chimiche, di cui alcune molto pericolose per la salute, elencate in ordine cronologico:

  • Ferro,
  • Manganese,
  • Arsenico,
  • Solfati,
  • CVM (monocloruro di vinile),
  • Nichel,
  • Tetracloroetilene,
  • Benzo (g, h, i) perilene,
  • Triclorometano,
  • Piombo,
  • Benzene,
  • PCB,
  • Alluminio,
  • 1,2-Dicloropropano,
  • Zinco

(Allegati da 14 a 21)

A partire dal mese di Aprile 2009 fino al mese di Aprile 2015 ci siano stati costantemente parecchi superamenti dei valori di concentrazione limite accettabili per le acque sotterranee secondo il D. Lgs. 152/06 di alcune sostanze chimiche, di cui alcune molto pericolose per la salute, elencate in ordine cronologico:

  • 1,2-Dicloropropano,
  • Arsenico,
  • Ferro,
  • Manganese,
  • Solfati,
  • Nichel,
  • MTBE,
  • Alluminio,
  • Nitriti,
  • CVM (monocloruro di vinile),
  • Antimonio.

Inoltre nella prima lettera di trasmissione, relativa ai rapporti di prova del 24/09/03 (All. 4), inviata, oltre che a codesta Procura, anche al Comune di Ferrara, alla Provincia di Ferrara, alla Regione Emilia Romagna e all’Azienda U.S.L di Ferrara, l’Ing. Gian Luca Guglielmini, Responsabile dell’Area Tematica Provinciale Suolo della Sezione Provinciale dell’ARPA di Ferrara così scrive testualmente:

“Si trasmette il tutto per gli eventuali provvedimenti di competenza evidenziando che la presente ha anche valore per le competenze espresse negli art. 8 e 9 del D.M. 471/99, con particolare riferimento agli interventi di messa in sicurezza di emergenza:”

Non risulta che siano stati fatti interventi di messa in sicurezza d’emergenza per evitare l’estensione dell’inquinamento delle acque sotterranee nelle aree adiacenti.

Inoltre il 18/09/07 la Dott.ssa A.R. Mazzoni, Dirigente Responsabile del Servizio Territoriale Matrice Siti Contaminati della Sezione Provinciale dell’ARPA di Ferrara in una nota (All. 22) inviata al Comune di Ferrara, alla Provincia di Ferrara e all’Azienda U.S.L di Ferrara (avente oggetto: D. Lgs. 152/06 Parte IV, Titolo V: Bonifica Siti Contaminati. L.R. 13/06 art. 25 – Area discarica Ca’ Leona, via Eridano, località Casaglia, Ferrara) così scrive testualmente:

“In considerazione dei superamenti dei valori di concentrazione limite accettabili, secondo il D.M. 471/99 nelle acque sotterranee, riscontrati da codesta Agenzia nell’area in oggetto per i parametri 1,2-Dicloropropano, Triclorometano, Tetracloroetilene, Piombo, Nichel, Alluminio, Arsenico Ferro, Manganese e Solfati, si ritiene necessario approvare la conclusione della fase di caratterizzazione in sede di Conferenza dei Servizi. In questo contesto, inoltre, si valuterà se continuare il procedimento di bonifica o concluderlo dopo la valutazione di un’appropriata e opportuna analisi di rischio sito specifica.”

Concentrazioni così elevate di molte sostanze pericolose per la salute riscontrate in eccesso nei campioni di acque sotterranee, pericolose in particolare perché anche potenzialmente assimilabili dalle colture vegetali in atto nell’area suddetta ed anche nelle aree adiacenti, destano motivate preoccupazioni sanitarie anche perché la contaminazione delle acque sotterranee non ha dimostrato significative diminuzioni nel corso del tempo e neanche negli ultimi anni dal 2010 al 2015.

Ci si riferisce in particolare ai valori molto elevati di sostanze chimiche pericolose come PCB, Arsenico, Piombo, Nitriti, Nichel, Alluminio, Antimonio, e di altre sostanze cancerogene e tossiche che possono entrare nella catena alimentare impregnando di esse il terreno direttamente tramite le acque sotterranee e/o tramite la pratica dell’irrigazione con acque superficiali dei corsi idrici adiacenti che potrebbero essere altrettanto contaminate per la notoria correlazione tra inquinamento delle acque della falda superficiale e inquinamento delle acque superficiali dei corsi idrici adiacenti.

L’inquinamento delle acque sotterranee adiacenti a suddetta ex-discarica Ca’ Leona si ritiene sia stato determinato dal fatto che suddetta area è stata adibita a discarica comunale prima dell’entrata in vigore del DPR 915/82 e della Deliberazione 27 Luglio 1984 e pertanto si ritiene che suddetta discarica non sia stata gestita secondo i criteri restrittivi di tutela dell’ambiente e della salute previsti da suddette normative, perché successive, e comunque si ritiene che non sia stata gestita secondo i principi di cui alla lettera b) dell’art. 1 del suddetto DPR 915/82 che per comodità viene riportato:

“b) deve essere garantito il rispetto delle esigenze igienico-sanitarie ed evitato ogni rischio di inquinamento dell'aria, dell'acqua, del suolo e del sottosuolo, nonché ogni inconveniente derivante da rumori ed odori;”

Risulta infatti da testimonianze che in suddetta area, oltre a rifiuti urbani, siano stati depositati anche rifiuti sanitari e rifiuti pericolosi di origine artigianale e anche industriale.

Una testimonianza importante in merito è la testimonianza dell’operatore AMIU Galetti Vittorio in Carlino Ferrara 26/4/2009, riportata a pagina 191 del succitato esposto di Bulzoni del 18/07/2014.

Si fa presente che la problematica era già stata segnalata alle Autorità competenti con l’esposto PROT. 69/09/GL del 15 Giugno 2009 a firma Dott. Luigi Gasparini sul grano coltivato su “presunti siti contaminati” e che in quell’occasione il Dott. Orazio Buriani, il Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda U.S.L. di Ferrara, aveva prodotto una relazione (All. 23: Prot. Gen. A. USL n. F PG 78709 del 14/07/09 trasmessa dal Comune di Ferrara con PG Cod AMC. FE. A01 del 22/09/10) che a pag. 7 così concludeva:

“I 5 campioni di grano campionati come rappresentativi dei campi di Ca’ Leona, …. sono da considerarsi regolari, con riserva di effettuare un controllo aggiuntivo limitatamente al parametro Cr esavalente per il campione di Ca’ Leona presso CAPA”

Questo è il riferimento di CAPA: COOP. PER L'ASSISTENZA DELLE PRODUZIONI AGRICOLE SOC.COOP. 42, Via Rondona - 44049 Vigarano Mainarda (FE) (tel. 0532 715233, 0532 715516).

In effetti lo stesso Istituto Superiore di Sanità nella sua nota Prot 18/11/2009-0057272 (All. 24) aveva ribadito la necessità di una verifica analitica di conferma per ricercare il cromo esavalente che nelle indagini precedenti non era stato cercato.

Pertanto si chiede di verificare se questo controllo aggiuntivo è poi stato fatto e se sui prodotti agricoli coltivati in suddetta ex-discarica Ca’ Leona e destinati all’alimentazione umana e/o animale siano state ripetute negli anni successivi al 2009, compresa la ricerca del cromo esavalente che aveva destato preoccupazioni sanitarie sia all’ISS (Istituto Superiore di Sanità), sia al Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda U.S.L. di Ferrara.

La presenza di cromo esavalente nei prodotti agricoli non è da escludersi visti i rapporti di prova (All. 25) di campionamenti eseguiti da Stefano Bulzoni il 28/03/11 sui fanghi (sedimenti) e sulle acque superficiali vicine a 2 pozzi piezometrici e sul grano coltivato nell’area suddetta: la concentrazione di cromo esavalente è risultata rilevante e ampiamente fuori norma nel sedimento del fosso vicino al pozzo 1, come viene scritto a pag. 224 dell'esposto di Bulzoni del 18/07/2014, di cui si riporta un estratto:

Esposto 17 Luglio 2014

“In data 11/4/2011 Este Lab forniva i seguenti referti di analisi su campioni Amici della Terra, inerenti altri luoghi della discarica Casaglia (allegato 47). Il fango prelevato dalla sponda Fosso Crespano in prossimità pozzo 6 (per la sua posizione vedi allegato 14 A) ha dato questi valori:

  • Alluminio 6.340 mg/kg;
  • Cromo esavalente 7,9 mg/kg (limite D. lgs 152/06: 2 mg/kg);
  • Ferro 11.000 mg/kg;
  • Manganese 257 mg/kg.”

Purtroppo dalle analisi eseguite dall’ARPA sulle acque sotterranee nel periodo dal 2003 al 2015 che sono in nostro possesso e che sono state allegate a questo esposto non si riesce a capire se sia stata effettuata in suddette acque sotterranee anche la ricerca del cromo esavalente, ricerca da ritenersi indispensabile in quanto questo cromo è una sostanza classificata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), d’ora in poi chiamata solo IARC, nel Gruppo 1 (agenti cancerogeni per l’uomo) ed è assimilabile dalle colture vegetali.

Pertanto, alla luce della non conformità, secondo il Dlgs 152/06 (e sue modifiche) delle CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione) delle acque sotterranee per l’uso agricolo di suddetta ex-discarica Ca’ Leona e dell’area adiacente, si chiede di verificare se sia stata fatta o meno suddetta, “appropriata e opportuna” richiesta - espressamente anche dall’organo di vigilanza ARPA - analisi di rischio sito specifica su suddetta ex-discarica Ca’ Leona; sulle aree adiacenti e sugli altri siti contaminati di cui agli esposti del 3-6-2010 (n°1239/11) e 18-7-2014 (n° 395/15 e 4435/15).

Alla luce dell’aumentata sensibilità della popolazione sulla tematica della sicurezza alimentare ed anche della normativa sempre più tutelante della salute del consumatore dei prodotti agricoli si chiede di verificare se nei riguardi di suddetta ex-discarica Ca’ Leona e degli altri siti contaminati di cui agli esposti succitati siano stati adottati dalle Autorità competenti i provvedimenti necessari per evitare che i prodotti agricoli ivi coltivati, non siano destinati al consumo alimentare umano e animale, non conformi alle normative vigenti ed in particolare al Regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione, del 19 Dicembre 2006 e successive modifiche, (comprese quelle apportate anche dai recentissimi Regolamenti (UE) N. 2015/1005 e N. 2015/1006 della Commissione del 25 Giugno 2015), che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari.

Si chiede anche di verificare se i prodotti agricoli coltivati in suddetta ex-discarica Ca’ Leona e altre di cui agli esposti succitati, siano stati sottoposti ai controlli di conformità al suddetto Regolamento e alle sue successive modifiche.

Recentemente il decreto-legge n. 136 del 2013 (cosiddetto decreto “terra dei fuochi”) ha istituito un gruppo di lavoro composto da esponenti dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) con il compito di definire un Modello Scientifico di riferimento per la classificazione dei terreni del territorio campano ai fini delle diverse tipologie di utilizzo (divieto di produzione agroalimentare, limitazione a determinate produzioni agroalimentari ovvero a colture diverse anche di biocarburanti).

Suddetto Autorevole Gruppo di Lavoro, ha poi messo a punto il citato Modello Scientifico di riferimento e nella sua relazione conclusiva (All. 26) ha così scritto:

“E’ da sottolineare che attualmente non risulta ancora emanato il regolamento, previsto dall’articolo 241 del D. lgs 152/2006, …... Pertanto, nelle more di tale vuoto normativo, si è fatto generalmente riferimento, alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per i siti ad uso verde pubblico e residenziale di cui all’allegato 5 della parte IV, Titolo V del D. lgs 152/2006 …..”

Relazione conclusiva - pag. 7

“Nelle more del completamento della legislazione di settore …. il GdL ha deciso di individuare le classi di rischio dei suoli agricoli ….”

Relazione conclusiva - pag. 19

In merito al più alto livello di rischio suddetta relazione così dichiara a pag. 20:

"Livello 5. Rischio molto alto"

risulta necessario proporre misure di salvaguardia atte a garantire la sicurezza delle produzioni agroalimentari sul sito, nelle more della esecuzione di:

ulteriori indagini analitiche (suolo, matrici vegetali) da effettuarsi prioritariamente …., in quanto il contenuto totale di almeno un inquinante supera più di 10 volte la relativa CSC (Concentrazione di Soglia Consentita) o i VF (Valori di Fondo) se presenti, e ricadono all’interno o nelle immediate vicinanze (< 10 metri dei siti a rischio ….; gli accertamenti diretti saranno estesi alle particelle catastali confinanti;”

Relazione conclusiva - pag. 20

Nelle acque sotterranee adiacenti a suddetta ex-discarica comunale Ca’ Leona di via Erdidano, adibita a discarica prima del DPR n°915 del 1982, molti inquinanti superano più di 10 volte la relativa CSC (Concentrazione di Soglia Consentita).

Ad esempio:

  • PCB (Poli Cloro Bifenili), sostanze tossiche classificate dalla IARC nel Gruppo 1 (agenti cancerogeni per l’uomo), inquinanti molto tossici per l’uomo e per l’ambiente e compresi anche nell’elenco degli Inquinanti Organici Biopersistenti. Sono stati rilevati almeno 3 superamenti di oltre 10 volte (di cui uno di ben 402 volte) della relativa CSC (Concentrazione di Soglia Consentita) in 3 campioni nel mese di luglio 2005 (All. 6) rapporto ARPA n. 5959/05 inviato a codesta Procura;
  • Arsenico, sostanza tossica classificata dalla IARC nel Gruppo 1 (agenti cancerogeni per l’uomo). Sono stati rilevati un superamento di ben 33,7 volte della relativa CSC in un campione del 10/04/12 (All. 17: rapporto ARPA n. 2334/12 S. 10/05 inviato a codesta Procura) e un superamento di 9,9 volte della relativa CSC in un campione del 15/04/13 (All. 19: rapporto ARPA n. 53065/12 S. 10/05 inviato a codesta Procura);
  • Piombo, sostanza tossica classificata dalla IARC nel Gruppo 2 B (agenti possibili cancerogeni per l’uomo). Rilevato almeno un superamento di ben 16,6 volte della relativa CSC in un campione del maggio 2004 (All. 5_A);
  • Nitriti, sostanze tossiche classificate dalla IARC nel Gruppo 2 A (agenti probabilmente cancerogeni per l’uomo): rilevato almeno un superamento di ben 36 volte della relativa CSC in un campione del 15/04/13 (All. 19);
  • Manganese, sostanza tossica agli elevati livelli di concentrazione riscontrati. Rilevati molti costanti superamenti di oltre 10 volte della relativa CSC in molti campioni di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;
  • Ferro, sostanza nociva agli elevati livelli di concentrazione riscontrati. Rilevati molti costanti superamenti di oltre 10 volte della relativa CSC in molti campioni di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;

In merito al livello alto di rischio la citata relazione del Gruppo di Lavoro istituito con decreto-legge n. 136 del 2013 così dichiara a pag. 20:

“Livello 3. Rischio alto

risulta necessario proporre misure di salvaguardia atte a garantire la sicurezza delle produzioni agroalimentari sul sito, nelle more della esecuzione di:

  • ulteriori indagini analitiche (suolo, matrici vegetali) da effettuarsi prioritariamente …., in quanto il contenuto totale di almeno un inquinante supera da 2 a 10 volte la relativa CSC (Concentrazione di Soglia Consentita) o i VF (Valori di Fondo) se presenti, e ricadono all’interno o nelle immediate vicinanze (< 10 metri dei siti a rischio ….; gli accertamenti diretti saranno estesi alle particelle catastali confinanti;”
Relazione conclusiva - pag. 20

Nelle acque sotterranee adiacenti a suddetta ex-discarica Ca’ Leona di via Eridano, adibita a discarica comunale prima del DPR915 del 1982, molti inquinanti superano da 2 a 10 volte la relativa CSC, chiaramente oltre ai precedenti inquinanti che superano anche più di 10 volte la relativa CSC. Ad esempio:

  • Arsenico: sostanza tossica classificata dalla IARC nel Gruppo 1 (agenti cancerogeni per l’uomo): rilevati almeno 10 valori di concentrazione superiori da 2 a 10 volte alla relativa CSC in altrettanti campioni di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;
  • Alluminio: sostanza tossica classificata dalla IARC nel Gruppo 1 (agenti cancerogeni per l’uomo) a seguito di esposizione per inalazione. Rilevato almeno 1 valore di concentrazione superiore da 2 a 10 volte alla relativa CSC in un campione di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;
  • 1, 2 Dicloropropano: sostanza tossica classificata dalla IARC nel Gruppo 1 (agenti cancerogeni per l’uomo). Rilevati almeno 2 valori di concentrazione superiori da 2 a 10 volte alla relativa CSC in 2 campioni di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;
  • Tetracloroetilene: sostanza tossica classificata dalla IARC nel Gruppo 2 A (agenti probabilmente cancerogeni per l’uomo). Rilevato almeno 1 valore di concentrazione superiore da 2 a 10 volte (4 volte) alla relativa CSC in un campione di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;
  • Nichel sostanza tossica classificata dalla IARC nel Gruppo 2 B (agenti possibili cancerogeni per l’uomo). Rilevati almeno 7 valori di concentrazione superiori da 2 a 10 volte alla relativa CSC in altrettanti campioni di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;
  • Triclorometano: sostanza tossica classificata dalla IARC nel Gruppo 2 B (agenti possibili cancerogeni per l’uomo): rilevato almeno 1 valore di concentrazione superiore da 2 a 10 volte alla relativa CSC in un campione di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;
  • Benzo(g,h,i)perilene, sostanza tossica classificata dalla IARC nel Gruppo 3 (agenti non classificabili per quanto riguarda la cancerogenicità per l’uomo). Rilevato almeno 1 valore di concentrazione superiore da 2 a 10 volte (4 volte) alla relativa CSC in un campione di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;
  • Antimonio, sostanza tossica. Rilevato almeno 1 valore di concentrazione superiore da 2 a 10 volte (oltre 8 volte) alla relativa CSC in un campione di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;
  • Zinco, sostanza tossica a elevate concentrazioni: rilevato almeno 1 valore di concentrazione superiore da 2 a 10 volte alla relativa CSC in un campione di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura;
  • Solfati, (alcuni composti a base di solfati sono tossici). Rilevati almeno 2 valori di concentrazione superiori da 2 a 10 volte alla relativa CSC in 2 campioni di cui ai succitati rapporti inviati da ARPA a codesta Procura

Si fa presente che per facilitare l’individuazione dei superamenti di oltre 10 volte della relativa CSC, negli allegati le varie sostanze sono state sottolineate in rosso e per facilitare l’individuazione dei superamenti da 2 a 10 volte della relativa CSC le varie sostanze sono state sottolineate in blu e che sul lato destro dei superamenti di sostanze ritenute particolarmente pericolose sono stati annotati 3 asterischi in rosso per le sostanze che hanno superato di oltre 10 volte la relativa CSC e 3 asterischi in blu per le sostanze che hanno superato da 2 a 10 volte la relativa CSC.

È evidente che si rende necessario in suddetta area della discarica Cà Leona di via Eridano, ed in tutte le aree di cui agli esposti citati:

  • n°1239/11;
  • n° 395/15;
  • n° 4435/15;

un’indagine accurata sulla qualità dei terreni per verificarne l’idoneità alla coltivazione di prodotti agricoli destinati al consumo alimentare umano e/o animale e un’indagine analitica accurata dei prodotti agricoli ivi eventualmente coltivati per verificare che siano conformi alle normative vigenti ed in particolare al Regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006 e successive modifiche , che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari e come nel caso del cromo esavalente e di altre sostanze tossiche e pericolose non ivi contemplate, in carenza di normativa, ai valori stabiliti dal Consiglio d’Europa e/o da organismi internazionali autorevoli.

Discarica Cà Leona di via Eridano

Per ogni discarica c'è una scheda dedicata nella sezione discariche del menù principale.

Al loro interno le mappe che ne identificano le ubicazioni, le tipologie di rifiuti sepolti, le foto esterne e i documenti relativi.

Discariche

La denuncia di un ex-dipendente AMIU

Il Resto del Carlino - 26/04/2009

I rifiuti tossici sotterrati sono stati documentati anche nella denuncia di Vittorio Galletti, ex-dipendente AMIU, che per anni, assieme a molti altri, se ne è occupato.

Nella sua denuncia il Galletti dichiara:

"decine e decine di maceri sono stati usati per scaricarvi ogni genere di rifiuti".

"Venivano tutti, a scaricare. Bastava dichiarare il peso dei materiali e si buttava qualunque cosa. Rifiuti urbani, soprattutto, scarti di fabbrichette, latte di vernice, solventi, legno, tanta plastica. Qualche volta chiedevo ai superiori se potevamo accettare tutta quella roba. Mi dicevano che potevamo evitare troppe formalità".

"Un giorno non ce l'ho fatta più. Ho denunciato il fatto a un anziano del lavoro, mi ha ammonito dicendomi: 'dai Vittorio, lo sai che qui stiamo tutti zitti'".

E ancora aggiunge, a proposito della contaminazione dei terreni di questi maceri:

"Non ci saranno i veleni del quadrant Est, dove sono state sotterrate cose inenarrabili, ma non è certo un paradiso. Quella terra produce un gran calore. Ci veniva detto di coprire i rifiuti con un metro di terra ma poi se ne mettevano 50-60 centimetri.".

Galletti parla poi della discarica fra Ravalle e Casaglia, situata su un fondo privato, [in via Fiorile n.d.r] dove

"di mattina, quando era ancora buio, arrivavano grandi quantità di materiale che veniva mescolato con la terra. Non gestivamo noi quell'impresa ma un giorno mi fù detto di portare la uno scarrabile da 19 metri e vidi che si trattava di una specie di fanghiglia, una strana composizione che non faceva neppure odore. Ufficialmente là veniva prodotto compost ma qualcuno, forse esagerando, sussurrava che i camion portavano qui da noi i fanghi di Marghera".

Tempo dopo la discarica [azienda agricola di riciclaggio n.d.r.] venne chiusa [il percolato dal piazzale tracimava nel fosso perimetrale n.d.r.] ma :

"io ogni tanto passo da quelle parti e vedo piante brutte, frutteti messi male".

Galletti, per anni, ha portato sulle sue spalle il peso del silenzio sulle metodologie con cui veniva gestito lo smaltimento dei rifiuti a Ferrara, ma alla fine ll pensiero ed il timore, che non si può non condividere, di aver contribuito "a innescare una sorta di bomba, che magari non fà danni immediati, ma che va maneggiata proprio come gli ordigni" lo ha convinto finalmente a denunciare il tutto.

Perchè il pericolo più grande è che, anche dove al momento non esistano dei progetti di urbanizzazione di queste zone, "le cose possano cambiare, e ci si ritrovi di fronte ad una vicenda come quella di via del Salice, dove hanno persino costruito un'asilo. Dice che non è possibile ? Vada a vedere [la discarica di via Eridano] dopo il ponte dell'autostrada (A13). Io sarò matto ma ci passo tutte le estati da quando ho smesso di lavorare. Hanno iniziato a seminare subito. Ed io mi sento in colpa".

Le responsabilità di un sistema come quello denunciato non sono dei semplici dipendenti che, in quanto tali, svolgono gli incarichi loro assegnati, ma dei sindaci che si sono succeduti dal 18 settembre 1950 ad oggi.

Il Periodo del sindaco Soffritti: 1983-1999

Successivamente all'entrata in vigore del D.P.R. 915 del 9 Settembre 1982 - che disciplinava tipologie e provenienze dei rifiuti nelle discariche - a Ferrara si è assistito ad un accanimento nel seppellimento di rifiuti tossici, da ogni provenienza.

Nei bilanci AMIU che vanno dal 1983 al 1993 Il Comune (sindaco Soffritti) ha messo l'elenco delle fatture e relativi importi incassati dalle ditte che gli vendevano i rifiuti tossici. Milioni di tonnellate seppellite tutto intorno alla città che hanno reso insalubri i terreni. Connesso con questa "insalubrità dei terreni" vi è la vicenda della scelta dei terreni dove costruire il nuovo ospedale.

Nel Febbraio 1992 il presidente della USL dell'epoca firmò il progetto per il nuovo ospedale ubicato a 2 chilometri dalla città, tra via Copparo, via Pioppa e via Pontegradella.

Nel 1992 il sindaco Soffritti - vista la legge sull'insediamento degli ospedali che imponeva una "area salubre" - trasferì di gran fretta l'ospedale a Cona perchè l'area di via Copparo era a 1.600 metri dalla discarica tossica nord del quadrante est di cui oggi si vede l'impianto di aspirazione del percolato in via Carretti.

distanza fra area discarica e area nuovo ospedale, progetto 1992