Via Canapa

Ex-discarica comunale di via Canapa L’area è identificata nella C.t.r. 1:10.000 all’incrocio tra via Canapa e via Fratelli Rosselli ,come ex “Piazza d’armi” . La superficie è di 23 ettari.

Identificata al catasto al foglio 104 particella 2. E' di proprietà del Comune di Ferrara dal 1990. Vedi visura catastale.

Anche nella Carta Tecnica Regionale della Provincia di Ferrara è identificata nel foglio 104, particella 2.

In quest'area "già nel 1980 e '81, durante i lavori per lo scavo di fosse per una discarica comunale, eseguiti con mezzi comunali, alla profondità di mt. 1,40 dal piano campagna, venne rinvenuto un muro di laterizi romani, alto 30 cm..

Furono ritrovati mattoni sesquipedali (mattoni usati dagli antichi Romani, con lato di un piede e mezzo), poi tegole, una col bollo PANSIANA (manufatte dalle officine laterizie di Vibio Pansa, diffuse in Emilia-Romagna e ritrovate anche nella necropoli romana di Voghenza, frazione di Voghiera)".

La Soprintendenza Archeologica, di concerto con il Museo Nazionale Archeologico di Ferrara vi ha fatto scavi dal 19 maggio al 10 giugno 1983 per stabilire la vastità dell'area archeologica. Vi ha ritrovato ceramica, tegami, olle decorate a pettine, bicchieri in argilla, un rocchetto di piombo e un amo di bronzo simile a uno rinvenuto nella villa romana di Cassana.

La villa presentava particolari analogie con quella rustica a carattere industriale scoperta sull'argine Agosta nelle valli di Comacchio nei primi anni '70.

La villa di via Canapa è risultata essere del 1° secolo D.C. Era collegata alla strada "ab Hostilia per Padum" di cui si sono rinvenuti resti del selciato nello scavo delle fognature di via Garibaldi.

Vedi "Musei ferraresi" 1982, bollettino annuale 12, Comune di Ferrara, Assessorato alle istituzioni culturali.

La Provincia, nel suo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), nella tavola 5.2. evidenzia questa area (ex “piazza d’armi” nella Carta Tecnica Regionale 1:10.000) come "area di accertata e rilevante consistenza archeologica", in conformità agli accertamenti della Soprintendenza Archeologica del 1983.

Il Comune invece, in ordine cronologico:

  • ha occultato gli scavi della Soprintendenza del maggio - giugno 1983 coprendo l'area di rifiuti. Oggi - a distanza di 33 anni - l'area appare boscata;
  • ha omesso di trasmettere alla UNESCO la pubblicazione: "Musei ferraresi" 1982, bollettino annuale 12, Comune di Ferrara, Assessorato alle istituzioni culturali, ottendo dalla stessa, il titolo di "Città d'arte e di cultura".

Che si tratta di "discarica tossica" nell'area archeologica della villa romana, è documentato dalle seguenti foto.

@Ex-discarica comunale di via Canapa

Democrazia Proletaria, viste le mie foto aveva segnalato questa discarica, come "discarica a rischio" ( Il Resto del Carlino - 17/05/1990 ).

La discarica era dotata di un cancello a sbarra, chiusa con un lucchetto. Gli smaltitori abusivi - di concerto con il Comune - sono entrati e vi hanno riversato :

  • sacchi dal contenuto ignoto;
  • rifiuti di carrozzerie e officine meccaniche;
  • materiali di coibentazione, compreso il tossico Eternit in fibre di amianto.

Quando l'altezza della discarica raggiunse l'altezza dei condomini del vicino quartiere Barco e quindi urbanisticamente antiestetica, il Comune ha chiamato una impresa specializzata nella triturazione dei rifiuti ottenendo due scopi:

  • rendere irriconoscibili i rifiuti tossici;
  • abassare l'altezza della discarica per renderla meno visibile.

Il 14 Aprile 2010 l'assessore Rossella Zadro del Comune, per occultare definitivamente questa "montagna di rifiuti", ha dichiarato che la discarica sarà coperta con pannelli fotovoltaici. Operazione non ancora portata a termine.

Anche questa discarica non compare negli elenchi dei siti contaminati e successivo "status bonificarum" redatto dal Comune. Delle 22 discariche censite dagli Amici della Terra, solo due vi compaiono: il quadrante est e metà di Cà Leona di via Eridano (35 ettari su 70).


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