Via Vallelunga

Discarica di Via Vallelunga Queste cave sono identificate nella CTR 185.124 tra via Vallelunga 70, il canale Nicolino e il canale Boicelli.

L'ultima cava a Nord è stata fotografata piena di sostanze chimiche prima dell'inizio dei lavori per l'ampliamento dell'acquedotto.

Questa buca è ben visibile al centro della foto presente nelle pagine 102-103 del volume "L'acqua", edito da Consorzio acquedotto - Gennaio 1990.

Sopra queste cave ( lato nord ) sono stati costruiti nuovi impianti di potabilizzazione dell'acqua negli anni '90. Questi nuovi impianti compaiono in C.t.r. 1:10.000, in uso alla Provincia per il censimento dei maceri.

L'area è inquadrata nella foto satellitare, dovo sono visibili i primi impianti di potabilizzazione a nord e i nuovi impianti a sud; a est si trova invece la grande vasca di stoccaggio delle acque greggie

Per costruire questa vasca è stato deviato verso sud il canale Niccolino, portandone così il suo percorso sulle cave/discarica. I due differenti percorsi son evidenti confrontando le mappe:

@Ctr - percorso canale Nicolino

Nella prima ( C.t.r. 185.124, 1:5000 ) si vede l'originario percorso mentre nella seconda ( C.t.r. 1:10.000 ) è visibile la "svolta a sud" per fare posto alla vasca di accumulo acque

Pertanto i nuovi impianti di potabilizzazione sono stati costruiti su di una ex-cava, diventata discarica di rifiuti chimici

Marzo 2010

fanghi depositati in via Vallelunga Nel mese di Marzo 2010 sono stati depositati fanghi, e altri materiali eterogenei, nella golena del Po ( foto ).

Questi fanghi provengono dal vicino cantiere ARNI ( Agenzia Regionale Navigazione Interna ) della conca di Ponte, sul canale Boicelli, dove il consorzio di bonifica sta realizzando dei lavori.

Il luogo di stoccaggio è la stessa golena dove si trovano i pozzi di prelievo dell'acqua destinata all'acquedotto

Va segnalato che i fanghi del canale Boicelli, stando alle affermazioni dell'ignegnere della Provincia, avrebbero dovuto essere portati al petrolchimico per la loro bonifica.

Va anche aggiunto che la golena è stata creata per contenere le acque di piena del Po. I fanghi in caso di piena, trovandosi a monte della presa d'acqua dell'acquedotto, verranno sciolti e finiranno nell'acqua da cui pesca l'acquedotto.

Questa cava/discarica non compare nella anagrafe dei siti contaminati

La legge 236/88

Per completezza di informazione va anche segnalato come gli impianti di potabilizzazione debbano sottostare a precise norme di legge. Questa legge 236 risale al 1988 ed è quindi antecedente ai lavori per il nuovo acquedotto.

Zona di rispetto (Art.6, L. 236/88)

  • LE ZONE DI RISPETTO SONO DELIMITATE IN RELAZIONE ALLE RISORSE IDRICHE DA TUTELARE E COMUNQUE DEVONO AVERE UNA ESTENSIONE DI RAGGIO NON INFERIORE A 200 METRI RISPETTO AL PUNTO DI CAPTAZIONE. TALE ESTENSIONE PUÒ ESSERE RIDOTTA IN RELAZIONE ALLA SITUAZIONE LOCALE DI VULNERABILITÀ E RISCHIO DELLA RISORSA.
  • NELLE ZONE DI RISPETTO SONO VIETATE LE SEGUENTI ATTIVITÀ O DESTINAZIONI:
    • DISPERSIONE, OVVERO IMMISSIONE IN FOSSI NON IMPERMEABILIZZATI, DI REFLUI, FANGHI E LIQUAMI ANCHE SE DEPURATI;
    • ACCUMULO DI CONCIMI ORGANICI;
    • DISPERSIONE NEL SOTTOSUOLO DI ACQUE BIANCHE PROVENIENTI DA PIAZZALI E STRADE;
    • AREE CIMITERIALI;
    • SPANDIMENTO DI PESTICIDI E FERTILIZZANTI;
    • APERTURA DI CAVE E POZZI;
    • DISCARICHE DI QUALSIASI TIPO, ANCHE SE CONTROLLATE;
    • STOCCAGGIO DI RIFIUTI, REFLUI, PRODOTTI, SOSTANZE CHIMICHE PERICOLOSE, SOSTANZE RADIOATTIVE;
    • CENTRI DI RACCOLTA, DEMOLIZIONE E ROTTAMAZIONE DI AUTOVEICOLI;
    • IMPIANTI DI TRATTAMENTO DI RIFIUTI;
    • PASCOLO E STAZZO DI BESTIAME.
  • NELLE ZONE DI RISPETTO È VIETATO L'INSEDIAMENTO DI FOGNATURE E POZZI PERDENTI; PER QUELLE ESISTENTI SI ADOTTANO, OVE POSSIBILE, LE MISURE PER IL LORO ALLONTANAMENTO.
  • PER LA CAPTAZIONE DI ACQUE SUPERFICIALI SI APPLICANO, PER QUANTO POSSIBILE, LE NORME DI CUI AI COMMI PRIMO, SECONDO E TERZO, CURANDO INOLTRE LE OPERE DI PROTEZIONE E SISTEMAZIONE DI PENDICI E SPONDE, AL FINE DI PREVENIRE DISSESTI IDROLOGICI, NONCHÉ LA DEVIAZIONE, A VALLE DELLE OPERE DI PRESA, DELLE ACQUE METEORICHE E DI QUELLE PROVENIENTI DA SCARICHI.

Va infine segnalato che i lavori per il nuovo acquedotto che intereesano la discarica, sono stati successivamente oggetto di "attività d'indagine riguardante il pagamento di tangenti", svolte dalla questura di Ferrara e inviate alla Procura, il 21-09-1993.

In queste indagini appare un totale per i lavori di quasi 18 miliardi ( 17.850.000.000 ) di cui oltre un miliardo ( 1.277.742.984 ) alla voce "imprevisti".

Come mai una quota così elevata riservata alla voce imprevisti ? Il Sindaco sapeva di andare a costruire i nuovi impianti su di una ex-cava discarica, instabile quindi dal punto di vista costruttivo a causa dei rifiuti ivi contenuti e perciò soggetta a notevoli "imprevisti".


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